Domanda preliminare: perché sostengo con grande convinzione la candidatura di Gigi Garelli a Sindaco di Cuneo?
Due, in sintesi, le ragioni principali: perché ha vinto le primarie (Il mio Partito, il PD, ed io abbiamo una parola sola) e perchè la formazione del programma non è stata opera dei soliti quattro sfigati che, essendo estranei alla spartizione dei posti sono costretti a fare politica. L’alleanza di centro sinistra ha come collante ore ed ore di discussione sul futuro della città, sulle scelte concrete sia tattiche che strategiche, il tutto in sedi aperte al pubblico, con uno stile partecipativo simile a quello adottato nel tanto lodato, quanto poco sostenuto, Piano Strategico.
Ciò detto ed essendomi irritato per l’uso che viene fatto delle posizioni della coalizione e di Garelli sul tema delle infrastrutture ed, in particolare, della tangenziale di Cuneo (lotto 1.6 dell’autostrada), avendo letto su questo giornale un’affermazione che rasenta il ridicolo – secondo cui il vincitore delle primarie riterrebbe “non risolutiva la costruzione del lotto di collegamento con la est-ovest” per la soluzione die problemi del traffico cittadino – ritengo utile, come persona informata sui fatti, fare un paio di considerazioni.
È assolutamente vero che la tangenziale, giunta finalmente alla sua fase progettuale finale, non è assolutamente considerabile come l’opera che permetterà di attuare, essa sola, il disegno trasportistico contenuto nel nostro programma per la Città di Cuneo.
Non per nulla, il PRG del 2008 parte da un disegno viabilistico (le infrastrutture si disegnano prima e non dopo le scelte più strettamente urbanistiche) denominato “FUSO”, termine traducibile in una corona circolare formata dalla Bovesana, dal suo collegamento con il lotto 1.5 dell’autostrada in zona Bombonina, dalla prosecuzione della medesima sino alla est-ovest (con tutte le precauzioni e le eventuali modifiche necessarie a renderne ancor meno impattante la realizzazione) la prosecuzione, con ogni probabilità, con una strada di importanti dimensioni che i progettisti dovranno immaginare tenendo conto dei veri e propri macelli urbanistici operati negli anni passati nei comuni del circondario.
Il FUSO si conclude con il traforo del Monserrato e con il collegamento alla viabilità esterna anche delle vallate Vermenagna e Stura, attualmente gravitanti ancora sul centro della città, anche per finalità di passaggio.
A questo punto il collegamento con la bovesana completerà l’opera e renderà possibile redigere un piano urbano del traffico che, risolto il problema del transito, potrà concentrarsi su altre previsioni contenute nel PRG, quali la trasformazione di Corso Francia nell’asse rettore immaginato come viale alberato e dotato di piste ciclabili, la creazione di ampie zone pedonali nella città storica, nello spostamento del traffico dei mezzi pubblici da via Roma e dallo stesso Corso Nizza, approfittando anche della viabilità di bordo (quella che sta sull’altipiano, ma ai suoi bordi estremi).
Questa descrizione diventerebbe troppo complessa se includessi anche il futuro di Viale Angeli, che dovrà essere pedonalizzato in modo più continuativo di quanto già avvenga oggi.
Tutto quanto sopra ha il sapore di un disegno organico, di cui l’iniziatore della polemica - in cui mi permetto di introdurre le mie osservazioni – probabilmente e nonostante la lunga permanenza nella Giunta municipale, non si è mai accorto.
Eppure, di tutto questo, mi si scusi l’immodestia siamo stati elaboratori e, per quanto possibile, fautori il Sindaco Elio Rostagno (a tutt’oggi iscritto al PD e sostenitore della candidatura di Garelli) il compianto Cino Rossi ed il sottoscritto, in allora assessore all’ urbanistica.
Voglio aggiungere, in coda, un brevissimo commento alle proposte urbanistiche annunciate dai nostri avversari del “grande centro”, nel corso della loro visita a Madonna dell’Olmo. Se esistesse il copyright sui programmi amministrativi, potrei addirittura citarli in giudizio. Mi limito solo ad osservare che, a parte la stupefacente affermazione di voler ridurre le aree servizi e quelle edificabili “on demand”, le proposte sono assolutamente identiche a quelle che feci circa due mesi fa al tavolo creato dal candidato Garelli, proprio per discutere di questi argomenti.
La prima (eliminazioni dal conteggio della metratura di androni e scale) esiste già da anni nel nuovo regolamento edilizio, impostato sullo schema regionale; per quanto riguarda le altre proposte prometto, fin da oggi, che non lascerò mai più nulla di scritto al fine di evitare scopiazzature da liceali.
Concludo con un invito agli elettori. Se queste simiglianze possono mettervi in imbarazzo, usate una regola semplicissima, da sempre applicata anche nel settore commerciale: VOTATE L’ORIGINALE, DIFFIDATE DELLE IMITAZIONI.
Mauro Mantelli, Segreteria Provinciale del PD














