Riceviamo e pubblichiamo:
Scrivo questi spunti di riflessione da far pervenire sia al Consiglio Regionale sia alle Commissioni Tecniche in materia di Trasporti e Mobilità per quando si andrà ad affrontare il problema dei tagli delle cosiddette Linee Ferroviarie Minori (Rami Secchi) secondo quanto emerso e richiesto in Commissione Trasporti della Provincia di Asti da parte dei Sindaci del territorio che vi hanno partecipato.
Fermo restando che il termine “rami secchi” sia ormai fuori luogo in quanto tutte le linee soggette ad eventuale soppressione hanno subito da inizio anni ’90 ingenti interventi di ammodernamento strutturale (installazione DCO SSC GSM/R) rendendole di fatto all’avanguardia per quanto riguarda sia la sicurezza dell’esercizio sia l’automatizzazione delle stesse nel rispetto delle specifiche richieste le quali va ricordato essere tra le più severe in Europa ed abbattendone drasticamente i costi di gestione.
Le linee interessanti in qualche modo il Territorio artigiano a rischio chiusura risultano essere La Asti – Castagnole L. - Alba / Asti – Chiasso / Asti – Casale e se pur marginalmente rispetto alle precedenti la Alessandria – Castagnole L. tutte queste Linee se pur con caratteristiche simili e sulle quali gravano alcuni problemi strutturali ad alcune gallerie, hanno di per se valenze diverse per quanto riguarda le ricadute positive sul Territorio della Regione ed io andrei ad esaminarle caso per caso, La Asti – Casale e la Asti – Chivasso credo non siano più funzionali agli scopi per cui erano state progettate l’utenza Casalese gravita su Alessandria così come quella del Moncalvese viceversa su Asti quindi la tratta funzionale non ha un gran senso nella sua completezza rivestendo invece un ruolo importante nella tratta terminale da Moncalvo su Asti e Torino lo stesso discorso va fatto sulla Chivasso nel tratto terminale da Cavagnolo a Chivasso e Torino. La Asti Castagnole / Alba viceversa riveste tuttora un ruolo molto importante e con alte frequentazioni le quali potrebbero ancora aumentare a seguito di una razionalizzazione del servizio in termini di orari e materiale rotabile il tutto relativamente all’importante ruolo industriale e turistico del territorio albese.
La Regione Piemonte si è appreso dai Media che andrà a rimodernare il Parco Rotabile destinato al Traffico Regionale di concerto con l’Impresa Ferroviaria attualmente appaltatrice del servizio (Trenitalia) e quindi io credo siano maturi i tempi per valutare quando si dovranno sostituire i mezzi leggeri diesel attualmente in esercizio sulla rete piemontese l’acquisto od il noleggio così come ha iniziato a prendere piede con grande successo sia in Francia (SNCF) sia in Germania (DB) dei nuovi complessi leggeri bi-mode prodotti sia da Alsthom sia da Bombardier i quali posso promiscuamente circolare sia sulle linee a trazione elettrica sia diesel senza cambio trazione e relative rotture di carico, non dimentichiamo anche il fatto che l’utilizzo di tali mezzi permetterebbe una volta per tutte di risolvere i problemi di circolazione nel nodo sotterraneo di Torino facendo si che si possa ripristinare gli storici collegamenti Aosta Torino e Biella Torino senza Trasbordo ad Ivrea o Santhià, altresì si permetterebbe una volta sistemata la Galleria “Gherzi” nell’albese di instaurare un collegamento diretto (tempo di percorrenza inferiore all’ora) tra Alba ed Alessandria via Castagnole / Asti, collegamento il quale lo si potrebbe prolungare anche sino a Pavia dove l’inerscambio con la S13 lombarda di Trenord a sua volta con cadenze di ½ ora consente di raggiungere il Centro del Capoluogo Milanese, instaurando di fatto nell’ottica dell’Expo 2015 un collegamento funzionale e con forti ricadute sia turistiche sia industriali per i Territori astigiani ed albesi Gli stessi complessi potrebbero anche permettere la realizzazione di collegamenti suburbani nell’area piemontese sull’asse Cavagnolo/Moncalvo via Torino P.ta Susa – Asti ove il punto di interscambio sia Ferroviario sia Urbano con la Metro lo si individua nella Stazione di Torino P.ta Susa.
Concludo e non mi dilungo oltre spero che questi punti possano portare a trarre delle conclusioni/riflessioni le quali se pur utopistiche, ma a mio avviso realizzabili, se tutti insieme ci crediamo in modo da riportare il Piemonte al ruolo che le compete, quello di essere all’avanguardia non solo in Italia ma anche in Europa nella mobilità sostenibile, siamo stati i primi con Cavour a realizzare il progetto delle Ferrovie ora a distanza di 150 anni perché non possiamo essere i precursori dell’ottimizzazione delle rete ferroviaria “minore”.
Oscar Ferraris Consigliere Provinciale PD (V. presidente Commisione Trasporti)












