Negli anni 2006-2007 le allora Comunità Montane Valli Po, Bronda e Infernotto e Valle Varaita - insieme con il Comune di Saluzzo (capofila) ed i Comuni di Manta, Lagnasco, Scarnafigi, il Parco del Po e la Comunità Montana Valle Maira avevano predisposto un Piano Territoriale Integrato ammesso a finanziamento dalla Regione Piemonte, ma mai attivato in quanto non erano risultate disponibili le risorse finanziarie a suo tempo ipotizzate.
Tra gli interventi allo studio figurava anche l’installazione di un sistema di controllo di accesso ad edifici religiosi che coinvolgeva 7 siti nelle Valli Po, Bronda e Infernotto (chiesa dei Santi Pietro e Colombano di Pagno, chiesa di San Ponzio di Castellar, Madonna della Rocca di Barge, Cappella Marchionale di Revello, Monastero di Rifreddo, Torre di Envie e Torre di Bagnolo) e 4 siti della Valle Varaita (cappella di San Rocco di Brossasco, chiesa di Sant’Eusebio di Casteldelfino, parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo di Verzuolo, Sacrario militare “Mater Captivorum” di Melle), per ciascuno dei quali il costo stimato di realizzazione del sistema elettronico era pari a 30mila euro.
Si trattava di un sistema capace di consentire l’accesso al monumento attraverso l’inserimento di una smart-card che provvede ad aprire l’ingresso e ad avviare il ciclo automatico di illustrazione luminosa e sonora (2 o più lingue) del monumento, illustrare le caratteristiche storico-culturali dello stesso ed illuminare i particolari oggetto della spiegazione, verificare la corretta conclusione della visita, la chiusura dell’ingresso e l’assenza di persone all’interno del locale dopo la chiusura, inviare una segnalazione via GSM o SMS in caso di eventuali manomissioni o intrusioni o guasti del sistema e registrare il numero di accessi, il tempo di permanenza e tutti quei dati utili a redigere statistiche di utilizzo della struttura.
Recentemente la Regione Piemonte ha comunicato la disponibilità di un parziale finanziamento del Piano, con una quota a carico dei beneficiari del 10% della spesa ammessa e quindi risulta possibile recuperare l’intervento sopra descritto.
La Comunità Montana, che – per sua stessa ammissione - “in questo delicato momento economico e di incertezza sul suo stesso futuro non è in grado di mettere a disposizione le risorse finanziarie necessarie ad attivare i lavori” e di trovare questa volta nelle pieghe dei suoi bilanci, neppure in parte, i 30mila euro necessari, ha scritto nei giorni scorsi a tutti i soggetti interessati (Parrocchie e Comuni) chiedendo loro di esprimere non solo un parere in merito all’intervento, ma anche la disponibilità al cofinanziamento dello stesso nella misura del 10%, pari quindi a 3mila euro ciascuno.










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