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Monregalese | 13 settembre 2012, 09:40

L’ospedale di Ceva: la lotta dei sindaci del Distretto sanitario contro nuovi tagli

In programma un ordine del giorno, con precise istanze, da inviare all’assessore alla Sanità con richiesta di incontro e una manifestazione, in ospedale, il 26 settembre

La riunione di mercoledì (copyright targatocn.it)

La riunione di mercoledì (copyright targatocn.it)

Un ospedale già situato in un’area disagiata, eppure continuamente pregiudicato … Siamo consapevoli della necessità di ridurre costi e spese, ma strutture come Ceva costituiscono da sempre un fondamentale cardine dell’offerta sanitaria. Sacrifici ne sono stati fatti tanti negli anni passati, ora basta”.

Una decina dei 34 sindaci del distretto sanitario di Ceva hanno partecipato ieri pomeriggio alla riunione indetta dal presidente Ivo Debernocchi, insieme ai sindaci di Ceva e Garessio, per fare il punto e concordare iniziative alla luce delle disposizioni del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale (rivisto per carenza di risorse) e di quanto emerso dagli incontri con il direttore generale Asl CN1 Giuseppe Bonelli.

L’attività di chirurgia dell’ospedale cebano potrebbe subire un ridimensionamento a “Day Surgery” e “Week Surgery”, il che significa: solo più interventi per un ricovero massimo di 5 giorni. Ma non è tutto: la direzione generale ASL CN1 nei mesi scorsi ha provveduto a revocare la convenzione per la cura dei pazienti obesi (16 posti letto a Ceva), per un risparmio di 500 mila euro, e a ridurre la funzionalità dei due letti di stabilizzazione post intervento (attivati due anni fa) trasferendoli all’interno del reparto di chirurgia.

Reparto obesi e letti di stabilizzazione – ha precisato il sindaco di Ceva Alfredo Vizio erano stati assegnati all’ospedale nel novembre 2007. L’accordo stabiliva inoltre che, a fronte della chiusura di ostetricia trasferito a Mondovì, Ceva avrebbe ottenuto anche una nuova Tac, che stiamo ancora aspettando, e la stipula di convenzioni per interventi alla mano e al piede, tutte revocate”. Giorgio Ferraris assessore a Briga Alta: “I letti del reparto obesi vanno assolutamente mantenuti come posti letto ospedalieri, senza i quali il numero dei disponibili scenderebbe sotto a cento, evitando che vengano invece trasformati, come previsto, in un servizio di continuità assistenziale praticamente da casa di riposo”. “Una sala operatoria aperta solo poche ore, esclusi sabato, domenica e la notte – ha aggiunto Ferraris riferendosi a chirurgia - comporterebbe pure una drastica riduzione dei passaggi in pronto soccorso".

"Il mantenimento dei letti del reparto obesi come ospedalieri e la piena operatività di chirurgia sono fondamentali per evitare il declassamento dell’ospedale”. Queste, insieme a Tac nuova, immediato ripristino dei due letti di stabilizzazione e impegno a mantenere tutti i reparti attualmente presenti in ospedale, le richieste dei sindaci. Istanze tutte inserite in un apposito ordine del giorno che i Consigli comunali andranno ad approvare entro fine mese per poi inviarlo all’assessore regionale alla Sanità, con richiesta di incontro.

Intanto, nei prossimi giorni, Monferrino si riunirà con i vertici ASL, che poi relazioneranno ai sindaci già pronti a manifestare, il 26 settembre, in ospedale.

A.B.

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