Il primo ritratto della personalità di Don Rossa, è stato tratteggiato venerdì scorso, nella sua chiesa di Dronero la Chiesa dei Cappuccini, nell’appuntamento serale che ha aperto la tre giorni commemorativa, dedicata alla sua figura e alla sua opera, nel decennale della scomparsa. La Cantoria di Santa Cecilia, che si è esibita con bravura e sentimento, la presentazione dell’Associazione “Don Rossa “onlus da parte di Guido Allione e il racconto di Sergio Declementi autore del libro “Don Rossa, il Don Bosco della Val Maira” hanno ricordato la sua fortissima passione per la musica e il suo talento all’organo, grazie al quale accompagnava le funzioni liturgiche. Grande partecipazione nei tutti i momenti celebrativi, che si sono conclusi domenica con la messa di commemorazione e la sfilata delle Associazioni del Volontariato.
Centrale alla tre giorni, il convegno nell’Afp di Dronero "Una risorsa per il territorio: la formazione professionale nel dronerese dal 1954 ad oggi” dedicato ad una componente fondamentale della sua opera: l’impegno nella formazione dei giovani e nel Centro che ha diretto fino al 1986.
Ad aprire gli interventi e virtualmente le porte dell’Afp, davanti ad una nutrita platea, il presidente Piergiorgio Ghisolfi, che ha sottolineato l’importanza della figura di Don Rossa dal punto di vista educativo, formativo e sociale, ribadendo l’impegno dell’agenzia di formazione professionale a continuare la missione a cui è stata destinata.
Il sindaco di Dronero, Livio Acchiardi, ha posto invece l’accento sulla forte sinergia che si è creata fra gli attori del territorio, impegnati nella commemorazione di Don Rossa. “Questo carismatico sacerdote ha avuto una grande intuizione: capire che lo sviluppo umano e sociale passa attraverso l’importanza di “formarsi alla vita ed al lavoro”. Mai, come nei tempi di crisi, il successo di un territorio passa anche attraverso azioni di volontariato e di gratuità”.
Per la Provincia di Cuneo, il consigliere Cravero ha rilevato l’attenzione dell’Ente provinciale alle realtà formative come l’AFP, patrimonio di eccellenza e rafforzamento del tessuto sociale.
Ingrid Brizio, direttore generale dell’Agenzia formativa, introducendo i relatori, ha indirizzato sulle tre matrici di approfondimento dell’incontro: la formazione come risorsa, il territorio come interazione fra tutti gli attori ed il tempo: quasi sessant’anni di formazione professionale.
Domenico Annibale, presidente della sezione meccanica di Confindustria Cuneo ha voluto partecipare con l’ intervento sul tema: “L’industria e la valorizzazione del saper fare: l’orientamento scolastico”. Ne è emersa una forte richiesta di professionalità tecniche, al fine di operare una vera e propria rivoluzione culturale, già iniziata in Europa, rispetto all’introduzione del sistema duale: scuola e lavoro, entrambi concepiti come momenti formativi.
Hanno commosso e richiamato applausi, le parole Cesare Inaudi, ex insegnante del Centro dronerese, il quale con momenti di storia vissuta, vera miniera di dettagli e di dati, ha fatto emergere l’impresa di Don Rossa, nella testimonianza degli insegnanti che lo hanno conosciuto: "tanta umanità e tanta attenzione all’individuo ed alla necessità di formare persone, prima ancora che tecnici. Comprensione, silenzio, educazione, rispetto, sono alcuni dei concetti fondativi della sua opera educativa, sempre accompagnata da un occhio attento al futuro ed allo sviluppo tecnologico.” . Per la Fondazione CR Cuneo, si è espressa in un intervento molto apprezzato l’onorevole Giovanna Tealdi, parlando della formazione professionale, della scuola, del territorio, mondi verso i quali c’è l’attenzione costante e significativa del suo Ente. Presente la Confartigianato Cuneo, rappresentata dal presidente Domenico Massimino che ha parlato intorno al tema “Lo studente di oggi è l’artigiano di domani: una tradizione di concretezza” mettendo in risalto la necessità di fare una formazione sempre più coerente ai bisogni delle aziende di oggi.
Infine due testimonianze appassionate: quella di Piero Tolosano, amico del fondatore dell’Istituto Alberghiero di Dronero e del dottor Gianfranco Donadio. La chiusura del convegno con l’intervento di Claudio Dutto, dirigente scolastico dell’ Istituto alberghiero “Virginio-Donadio”, che si è soffermato sulla valorizzazione turistica ed enogastronomica del territorio, un’ altra esperienza di eccellenza della formazione professionale dronerese, i cui allievi hanno il sigillo di fine lavori con il rinfresco da loro preparato.



















