Si è svolta mercoledì mattina in sala Falco la cerimonia di ringraziamento alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino che per due anni di seguito ha elargito un contributo ai tre licei della provincia, il Liceo classico “Silvio Pellico” di Cuneo, il liceo classico scientifico “Bodoni” di Saluzzo e il liceo scientifico “Cocito” di Alba al fine di consentire l’insegnamento della lingua francese. I tre licei erano rappresentati dai rispettivi dirigenti scolastici che hanno illustrato le differenti azioni realizzate in ambito del la salvaguardia e potenziamento della lingua francese nei licei classici e scientifici dove il Ministero della Pubblica Istruzione, per motivi di riduzione finanziaria, ha semplicemente soppresso l’insegnamento della seconda lingua comunitaria andando contro tutte le indicazioni del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea che si era espressa chiaramente nel trattato di Lisbona in favore del multilinguismo.
Nel corso della cerimonia hanno preso la parola anche due docenti, Serena Buzzi e Chiara Ramero, nel passato allieve rispettivamente del liceo Bodoni e del Pellico, che hanno potuto accedere a importanti dottorati di ricerca presso ambite università francesi, la Sorbonne per Serena Buzzi e Paris Créteil per Chiara Ramero, e curare pubblicazioni in francese , proprio grazie alla loro ottima competenza nella lingua francese conseguita a livello degli studi nei due licei frequentati. Ora l’esito di una brillante carriera in ambito internazionale non è solo una conquista di queste due esemplari docenti, ma esistono numerosi esempi di carriere eccellenti con sviluppi professionali proprio nell’ambito della cultura francese, particolarmente favorevole ad accogliere le nostre menti migliori.
Il contributo quindi della fondazione CRT, rappresentata nella cerimonia da Giandomenico Genta e da Giovanni Quaglia, al tempo tra i fautori dell’iniziativa, ha permesso a centinaia di giovani studenti della provincia di continuare quegli studi linguistici che apriranno loro sicuramente maggiori possibilità di impiego e di professionalizzazione proprio in un momento economico particolarmente delicato.















