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Eventi | 18 aprile 2013, 11:00

“Innamorate della Libertà”: storie di donne “resistenti” presentate a Dogliani

E’ il documentario scritto e diretto da Erika Peirano e Remo Schellino: martedì 23 aprile alle ore 21

“Innamorate della Libertà”: storie di donne “resistenti” presentate a Dogliani

In occasione delle celebrazioni del 25 aprile, l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Dogliani organizza martedì 23 aprile alle ore 21, una serata di presentazione presso il Cinema Multilanghe di Dogliani del documentario scritto e diretto da Erika Peirano e Remo Schellino “Innamorate della Libertà”.

All’incontro parteciperà il direttore dell’Istituto Storico della Resistenza di Cuneo Michele Calandri.

Per amore della libertà,  per scelta politica, per tradizione famigliare. Molti e diversi i modi ed  motivi, ma unico lo scopo, unica la lotta.

Storie di donne “resistenti” che, senza cedere alla retorica dell’autocommiserazione o dell’auto – compiacimento, raccontano semplicemente se stesse, uno spaccato centrale della storia delle loro vite, nelle interviste rilasciate a Remo Schellino.

Racconti la cui specificità è il loro essere anti – eroici, venati da una profonda umanità che traspare costante in tutte le dichiarazioni. La partecipazione alla Resistenza vissuta come una necessità, un dovere da compiere senza enfasi, da spiegare oggi, a quasi 70 anni di distanza, con pazienza, talvolta con ironia e insieme con la forza limpida di chi senza incertezze rifarebbe la stessa scelta.

Donne coraggiose, talvolta aiutate dall’incoscienza dei vent’anni, ma tutte decise a sfidare una morale condivisa che le avrebbe volute, anche in quelle particolari circostanze, solo figlie, fidanzate, madri e mogli devote, e non intaccate dal tarlo indiscreto della politica intesa nel suo più alto senso etico, di “vita attiva e partecipata nella città, nella società”.

Due volte “contro”, contro la barbarie nazista e fascista in primis, ma anche contro il baluardo ideologico di una morale insidiosa e potente.

Da qui la necessità di alcune di rivendicare, sottolineandolo, il completo rispetto ottenuto dai compagni di lotta.

Spesso inconsapevoli precorritrici nei fatti di una definizione del ruolo femminile che sarà analizzato, sviscerato e discusso molti anni dopo dalle loro figlie, nelle interminabili riunioni, nei collettivi degli anni ’70.

Femministe  capaci di dimostrare nei fatti che si può rimanere donne, mantenere intatte tutte le specifiche della femminilità,  pur agendo attivamente nella vita sociale.

Alcune supportate dall’ideologia, consce ad un livello diverso, altre mosse da un istinto buono, dalla propria coscienza o dall’incapacità di tacere.

Il documentario intende parlare di loro che, prima di essere partigiane, erano e sono soprattutto donne.

Vuole parlare di loro e con loro non solo perché sia rivendicato il ruolo essenziale, l’apporto fondamentale dato alla Resistenza, correggendo il limitativo termine di “contributo” che ha finora pesato sulla definizione della loro posizione storica e politica, ma anche per mostrare che si può essere coraggiose senza considerarsi eroine, che si possono operare delle scelte senza abortirne altre, che si può rimanere sé stesse anche in mezzo alla burrasca e che c’è sempre un buon motivo per esprimere il proprio dissenso, anche in situazioni politiche e storiche meno tese ed enfatiche.

Questo ci pare un messaggio dovuto che vorremmo riuscire a trasmettere senza retorica, con la semplicità suggeritaci dai loro stessi racconti.

Questo lavoro è dedicate  alla memoria di Lidia Rolfi Beccaria in quanto donna , staffetta partigiana nel Monregalese ed amministratrice nel dopo – guerra.

Il documentario è stato scritto e diretto da Erika Peirano e Remo Schellino

La fotografia e la regia sono di Remo Schellino, il montaggio di Erika Peirano, fonico Remo Peirano, assistente operatore Pierfranco Ferrero, le musiche di Marco Biaritz e Estorio Drolo tranne la sigla degli Ustmamò (Siamo i ribelli della montagna) ed.Cons.Prod.Ind.

La durata del documentario è di 41’30”.

R.G.

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