Non tutti concordano con il “Non mi rimangio nulla: non ho stima di Renato Maurino” pronunciato l’altra sera, a mente fredda, in Consiglio Comunale dal sindaco Aldo Perotti e con il quale il primo cittadino ha probabilmente posto una pietra tombale su ogni eventuale ipotesi di ripensamento del professionista che – dopo aver deciso di donare al Comune un ex albergo da 350.000 euro - era tornato sui propri passi grazie alle parole di disistima pubblica pronunciate in una precedente assise dallo stesso Perotti. Anzi.
I distinguo non arrivano solo dalle fila (ovvie) della minoranza. Ma coinvolgono uno dei più autorevoli membri della Giunta: l’assessore al turismo Mauro Maccarini.
Alla domanda se convenisse sul fatto che le affermazioni del sindaco avessero procurato un danno al Comune di cui invece il primo cittadino dovrebbe invece perorare gli interessi, l’assessore Maccarini – oltre a dirsi “perfettamente concorde” ed a spiegarci telefonicamente che sulla sua posizione “c’è tutta la Giunta” – ci ha autorizzati a rendere noti i contenuti della lettera inviata via posta elettronica all’architetto Maurino.
Si tratta di contenuti che trasudano stima nei confronti dell’anziano professionista (che oggi risiede ad Ostana) al quale Maccarini si rivolge come “persona di cultura che ha dato tanto alla montagna e soprattutto al nostro territorio” ed esterna estremo rammarico “come ogni cittadino a cui sta a cuore il proprio paese e territorio” per “quanto accaduto” e per gli “spiacevoli risvolti generati”.
La pubblichiamo integralmente.
“Sono profondamente dispiaciuto di quanto accaduto e degli spiacevoli risvolti generati, dispiaciuto come ogni cittadino a cui sta a cuore il proprio paese e territorio. Sono dell'avviso che le questioni personali devono rimanere al di fuori delle questioni pubbliche.
Detto questo, personalmente e non solo, abbiamo appreso la sua intenzione di donare alla comunità l'ex Meira come un grande gesto per la comunità, un'opportunità da non perdere per avere degli spazi a disposizione per servizi socioculturali di cui attualmente Crissolo è estremamente carente.
Personalmente sono oramai tre anni che mi sto adoperando per trovare degli spazi per un museo etnografico, purtroppo quando avevo trovato una locazione anche se piccola ma economicamente fattibile per le casse comunali, il decreto spending review ha spazzato via questa seppur minima possibilità. L'intenzione era di iniziare con un museo etnografico per ambire al museo dell'alpinismo (progetto solo in forma di pensiero scambiato con Monica Gili, docente dell'università di Milano in allestimenti museali e storiografia che avrebbe prestato il suo contributo gratuitamente), museo che ad oggi manca, ad oggi esiste solo quello dell'Alpetto "gli albori dell'alpinismo" ovviamente fruibile solo da pochi e solo in estate.
Come manca una locazione decorosa per la biblioteca: con Sergio Beccio avevo paventato una sezione dedicata ai testi sull'alpinismo, ad oggi questo non è possibile per la mancanza di una sede adeguata.
Le ho raccontato questo per far comprendere il grande dispiacere nel vedere sfumata una possibilità a cui tenevo molto per tentare di far decollare i progetti descritti ed altri in fase di valutazione.
Comprendo il suo rammarico, con questa mia desidero fare appello al suo senso civico e di persona di cultura che ha dato tanto alla montagna e soprattutto al nostro territorio, per chiederle se fosse disposto ad incontrarci personalmente per rivalutare la situazione sotto un'altra luce”.













