“La sommità di Cagliari è la fortezza: la vecchia porta, i vecchi bastioni di bella arenaria giallastra a nido d'ape. Il muro di cinta sale su con un'ampia curvatura, spagnolo, splendido e vertiginoso”. E’ ciò che scrisse lo scrittore britannico David Herbert Lawrence nel 1921 nel libro ‘Mare e Sardegna’, dopo che rimase affascinato dal quartiere di Castello, del quale oggi ne proponiamo un itinerario.
Il Castello (Castéddu 'e susu in sardo) è il principale dei quattro quartieri storici della città sarda. Sorge in posizione preminente, su un colle calcareo, a circa cento metri sul livello del mare, ed è la zona che ha conservato le vestigia del proprio passato custodendo le testimonianze più importanti di età medievale, soprattutto dal punto di vista architettonico e storico-artistico.
A - Bastione di Saint Remy, Piazza Costituzione
Il Bastione di Saint Remy rappresenta uno dei monumenti più importanti di Cagliari e uno degli spazi espositivi più prestigiosi del centro storico. L'imponente struttura, realizzata in stile classicheggiante e composta da colonne in calcare di colore bianco e giallo con capitelli in stile corinzio, venne inaugurata nel 1901. Nel 1943 fu gravemente danneggiato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale; tuttavia, qualche tempo dopo, le parti distrutte vennero fedelmente ricostruite. La passeggiata coperta, abbandonata per molti anni, è stata riaperta al pubblico e rivalutata come spazio culturale della città, dove attualmente ospita mostre temporanee di grande richiamo e interesse culturale.
B - Bastione di Santa Caterina, Via Bastione Santa Caterina
La terrazza di Santa Caterina costituisce l'appendice più settentrionale del bastione di Saint Remy. Qui si può godere di una delle tante viste panoramiche mozzafiato offerte dal quartiere di Castello. La terrazza è facilmente raggiungibile tramite l'ascensore panoramico del Viale Regina Elena.
C - Chiesa della Speranza, Via Duomo
In stile gotico-catalano, fu edificata tra il XV e il XVI secolo. La facciata, semplice e priva di ornamenti, conserva lo stemma nobiliare della famiglia Aymerich, proprietaria della chiesa. L'interno è caratterizzato da una pianta rettangolare a navata unica con tre cappelle sul lato destro.
D - Antico Palazzo di Città, Piazza Palazzo 6
Il Municipio di Cagliari ha avuto la propria sede presso l'antico o ex Palazzo di Città dal medioevo fino ai primi anni del '900. All'interno del Palazzo sono ospitate le mostre permanenti del Fondo Etnografico Manconi Passino, del Fondo Ceramico della Collezione Ingrao e del Fondo d'Arte Sacra della Collezione Ingrao. Dal 2011 il Palazzo si è inoltre arricchito del Museo Mobile delle Torri e dei Castelli costituito dalla Collezione Monagheddu-Cannas, composta da ricostruzioni filologiche in scala di edifici militari costruiti a difesa della Sardegna in svariate epoche storiche.
E - Cattedrale di Santa Maria, Piazza Palazzo
Costruita nel XIII sec. in stile romanico-pisano, subì nel corso dei secoli varie trasformazioni in stile gotico, barocco e neoromanico. Al di sotto del presbiterio si trova la Cripta-Santuario dei Martiri, nella quale sono custoditi le reliquie dei martiri cagliaritani. L'interno della chiesa, con pianta a croce latina, si presenta a tre navate con transetto e cappelle laterali. Nel braccio destro, all'interno della cappella aragonese, è custodita una preziosa reliquia: una spina che si vuole appartenesse alla corona di Gesù, che giunse a Cagliari nel 1527 insieme ad altre reliquie ed opere d'arte trafugate da varie chiese di Roma e dallo stesso appartamento pontificio.
F - Palazzo Regio, Piazza Palazzo 2
Il Palazzo Regio o Viceregio, è stata la residenza del viceré durante le egemonie aragonese, spagnola e sabauda. Oggigiorno è sede della Prefettura e della Provincia di Cagliari. L'edificio, risalente al Trecento, divenne sede del viceré dal 1337, su ordine di Pietro IV d'Aragona. Nel corso dei secoli il palazzo fu oggetto di diversi cambiamenti. Nel 1885, l'edificio, divenne sede di rappresentanza della Provincia, la quale si prese carico immediatamente dei lavori di ristrutturazione. I lavori di decorazione della Sala Consiliare furono affidati rispettivamente al perugino Domenico Bruschi per gli affreschi, e all'Angeletti per gli stucchi.
G - Chiesa di Santa Lucia, Via Martini
La chiesa fu edificata nel XVI sec. in stile gotico-aragonese. All'interno presenta un'unica navata con volte a crociera e cappelle laterali. Adiacente vi è un ex convento, che oggi ospita un asilo e una scuola elementare. L'edificio sorge sopra tracce di antiche fortificazioni pisane, come si evince dalla torretta inglobata nella costruzione della sagrestia. A questo proposito, dalla vicina piazzetta Mundula si scorge il retro dell'edificio, poggiato direttamente sulla roccia a strapiombo sul sottostante viale Regina Elena.
H - Torre di San Pancrazio, Piazza Indipendenza
Torre difensiva, progettata dall'architetto cagliaritano Giovanni Capula ed eretta dai pisani nel 1305. Posta ad un centinaio di metri sopra il livello del mare, sviluppata su quattro livelli per un’altezza complessiva superiore ai trentasei metri, essa era un perfetto posto di avvistamento contro eventuali attacchi provenienti sia dal mare che dall’entroterra. Persa l’originaria funzione di principale accesso al Castello, nel XVI secolo la torre fu adibita a carcere, dove i galeotti vivevano in condizioni disumane. Sebbene oramai pressoché avulsa dalla piazza Indipendenza, la Torre di San Pancrazio è ancora una delle figure maggiormente riconoscibili nel profilo della città di Cagliari.
I - Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale
La Cittadella dei Musei è sede di alcuni tra i più importanti tesori come l'antica sede del Regio Arsenale ora sede dei più importanti tesori artistici della città, riuniti nelle collezioni museali del Museo Archeologico Nazionale e della Pinacoteca Nazionale, che attraverso bronzetti nuragici e retabli sardi e catalani del Quattrocento ripercorrono la storia dell'isola. Il complesso ospita inoltre la Collezione delle Cere Anatomiche ed il Museo d'arte Siamese.
J - Pozzo di San Pancrazio, Piazza Indipendenza
Il pozzo di ‘San Pancrazio’ fu costruito nel 1235 per garantire la riserva idrica della roccaforte, come testimoniato da un'iscrizione oramai andata persa. Attualmente il pozzo non è più visibile dai passanti poiché nella prima metà del 1800, al fine di dare un'adeguata sistemazione alla piazza, che costituisce uno dei principali ingressi di Castello, l'imboccatura del pozzo fu abbassata al di sotto del piano stradale e vennero trasferiti nel sottosuolo tutti i servizi utili. Venne quindi realizzata anche una galleria, scavata nella roccia e con la volta in muratura, per consentire l'accesso al pozzo ed il transito degli animali fino alla noria. Attualmente il pozzo è ancora visitabile tramite questa galleria, il cui ingresso è posto in prossimità del vecchio Museo Archeologico Nazionale.
K - Basilica di Santa Croce, Piazza Santa Croce
Nata come sinagoga in un'area che era in passato il ghetto ebraico, fu convertita in chiesa cattolica in seguito all'espulsione degli Ebrei da Cagliari intorno al 1500. La facciata conserva lo stemma dell'ordine dei Gesuiti, che rinnovarono e ingrandirono la chiesa nel 1661, grazie a un lascito della nobildonna Anna Brondo, dei marchesi di Villacidro.
L - Bastione di Santa Croce, Via Santa Croce
Il Bastione di Santa Croce offre una delle viste migliori della città alta. È situato nell'omonima via, nella zona che in passato ospitava La Giudaria, ovvero il rione ebraico. L'esistenza di quest'ultimo in Castello è attestata già a partire dal sec. XIII; tuttavia raggiunse la sua massima espansione durante il sec. XV, sotto la dominazione Aragonese.Nel 1492 i re cattolici Ferdinando D'Aragona e Isabella di Castiglia decretarono l'espulsione, dall'intero regno, degli ebrei non convertiti al Cristianesimo; in seguito a tale azione, intrapresa anche a Cagliari, la Sinagoga che sorgeva nella Giudaria venne trasformata in chiesa cattolica e dedicata alla Santa Croce, dando luogo all'attuale Basilica.
M - Il Ghetto, Via Santa Croce 18
L'edificio, noto come ‘Ghetto degli Ebrei’, sorge sul bastione di Santa Croce, tra la via omonima e il Cammino Nuovo, a picco sulle mura di cinta del quartiere di Castello. Esso nacque nel 1738 come caserma militare intitolata al regnante sabaudo Carlo Emanuele III. L'errata denominazione di ‘Ghetto degli Ebrei’ deriva dal fatto che poco più avanti realmente esisteva il quartiere dove essi abitavano, zona delimitata fra la via Santa Croce e la via Stretta. La presenza dei Giudei a Cagliari durò infatti fino al 1492, anno di promulgazione dell'editto con il quale i reali di Castiglia ed Aragona (allora la Sardegna faceva parte di quel regno) scacciavano gli Ebrei da tutti i loro territori.
N - Torre dell'Elefante, Via Santa Croce, angolo Via Università
Torre difensiva, progettata dall'architetto cagliaritano Giovanni Capula ed eretta dai pisani nel 1307, è ancora oggi uno dei più suggestivi accessi al Castello. In passato fu impiegata anche come polveriera, armeria e carcere. Maggiormente rifinita rispetto a quella gemella di San Pancrazio, questa torre è anche adornata dalla statua marmorea di un elefante, esposta in facciata, forse un simbolo della potenza marinara di Pisa. Riportata al suo aspetto originario, la Torre dell’Elefante è oggi visitabile con accesso al lato destro della chiesa di San Giuseppe.
O - Bastione del Balice, Via Cammino Nuovo
Il Bastione del Balice fa parte delle fortificazioni murarie di Castello. Non esiste un vero e proprio ingresso, e per tale motivo è di difficile individuazione: per poterlo visitare infatti è necessario accedere al Palazzo dell'Università; attraversandolo si giunge fino al cortile retrostante che sorge esattamente sul Bastione del Balice.
P - Teatro Civico di Castello, Via De Candia
La campagna di restauro messa in atto pochi anni fa ha previsto il risanamento conservativo delle parti originarie ancora integre e ha destinato lo spazio della grande cavea a cielo aperto allo svolgimento di manifestazioni culturali e di spettacolo. Sono stati restaurati i locali del foyer, ossia il bar, la biglietteria, le sale espositive e gli uffici. La platea in pietra naturale sorge nell’area in cui vi erano l’antica platea e i palchetti laterali. Infine, è stata risanata la muratura di un’antica scala che collegava il teatro al palazzo del barone Zapata, mentre l’ingresso principale è stato stabilito in via Università, senza però eliminare quelli in via De Candia e in piazzetta La Marmora.
Q - Porta dei Due Leoni, Via Spano
Accesso meridionale al Castello, edificato nel 1535. Prende il nome dalle due sculture raffiguranti teste di leone, visibili sulla sommità della porta.
R - Monumento ai Caduti delle Guerre d'Indipendenza, Piazza Martiri d'Italia
Dedicato ai caduti sardi delle Guerre d’Indipendenza, il monumento venne inaugurato il 16 agosto del 1886. Realizzato dallo scultore piemontese Giuseppe Sartorio, l’opera ha l’aspetto di un obelisco a base quadrata, sormontato da una corona d’alloro e decorato alla base da fucili, cannoni ed altri oggetti di uso bellico. Anteriormente, sono visibili la bandiera italiana ed il ritratto di Vittorio Emanuele II, primo sovrano dell’Italia unita, che governò dal 1861 al 1878.
Fonte: www.infopointcagliari.it






























