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Attualità | 29 ottobre 2014, 07:31

Il “va e vieni” della bandiera piemontese sul palazzo della Provincia: il Movimento Gioventura Piemontèisa scrive a Borgna

Dopo una iniziale esposizione, il “drapo” è stato nuovamente rimosso: perché questa mancanza di rispetto della storia piemontese?

Il “va e vieni” della bandiera piemontese sul palazzo della Provincia: il Movimento Gioventura Piemontèisa scrive a Borgna

Lo scorso 12 ottobre 2014, durante le operazioni di voto per il Consiglio Provinciale, abbiamo provveduto a segnalare il perdurare della mancanza della bandiera piemontese fuori dalla loggia del Palazzo della Provincia di Cuneo (la cui esposizione è normata dalla Legge Regionale n. 15del 31.5.2004).

In seguito a tale nostra segnalazione i funzionari presenti hanno risposto che si era trattato di una “svista” – per la quale hanno presentato le loro scuse – e che l’usciere avrebbe immediatamente provveduto – cosa che è avvenuta in pochi minuti.

Il 26 ottobre, a distanza di soli quattordici giorni, ci è stato segnalato che la bandiera piemontese è stata nuovamente rimossa.

In merito a questo grave episodio, che manca di rispetto alla storia piemontese e che non fa onore a questa Amministrazione, siamo a domandare di conoscere le eventuali ragioni per le quali il principale simbolo del popolo piemontese debba essere tenuto nascosto, anche a costo di contravvenire a una precisa disposizione di legge.

Richiediamo altresì copia degli atti deliberativi che hanno portato a questa nuova rimozione della bandiera del Piemonte.

Ci auguriamo per il futuro un maggiore rispetto per la bandiera rossocrociata piemontese, simbolo della storia e dell’identità del nostro popolo dal 1424, e, con l’occasione, auspichiamo che la Provincia di Cuneo voglia intervenire in forma ufficiale presso gli enti competenti sugli edifici pubblici e sulle scuole che (malgrado le disposizioni di una Legge Regionale – vincolante su tutto il territorio della Regione Piemonte e, quindi, anche su quello della Provincia di Cuneo) continuano a non esporre la suddetta bandiera piemontese, sollecitando anche loro ad un

maggiore rispetto della legalità, dell’identità e della dignità dei Piemontesi.

Carlo Comoli, Reggente

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