Con il rilancio di Levaldigi è decollata anche "la prima iniziativa, che in tutta probabilità la storia repubblicana ricordi, di azionariato popolare a sostegno di un'opera pubblica quale è, in questo caso, un aeroporto. Un aspetto che forse non è stato sottolineato a sufficienza ma che ritengo giusto rimarcare, anche perché ha avuto origine dalla comunità economica e sociale della provincia di Cuneo che si riafferma di nuovo come modello pionieristico e virtuoso". Parole di Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di commercio e dell'Unione regionale delle CCIAA, a proposito delle caratteristiche dell'operazione che ha condotto alla ripresa di reali prospettive intorno allo scalo aeroportuale della Granda.
"Al di là del ruolo svolto dalla Camera di commercio, dalle organizzazioni imprenditoriali e da aziende altamente meritorie - prosegue Dardanello - la vera novità politica è questa, e crea le basi per mettere nuovamente a valore una infrastruttura che non possiamo permetterci di abbandonare, sia per gli investimenti già eseguiti, sia per la più generale e incompiuta condizione delle altre infrastrutture nella nostra provincia". Importante anche la fiducia venuta da un insieme di Banche territoriali: il vicepresidente ABI Beppe Ghisolfi con la Crf è stato fra i primi ad aderire, ma non solo.
"Un alto senso di responsabilità civica - prosegue il numero uno dell'Ente camerale cuneese - ha mosso tanti amici, dall'imprenditore Amilcare Merlo a diverse Banche di territorio (come la Cassa di Risparmio di Fossano, la Banca Regionale Europea, la Banca Alpi Marittime, la Cassa di Risparmio di Savigliano, Bene Banca, ndr), passando per le Associazioni di categoria e le singole Aziende. Tutto e tutti a far sì che si possa ora delineare un concretissimo piano di rilancio industriale di questo scalo che, oltre a essere il naturale interlocutore delle esigenze di mobilità internazionale delle Alpi del Mare, è anche caratterizzato dalla sua assoluta equidistanza fra due siti di importanza mondiale, uno già Unesco, Langhe - Roero e Monferrato, l'altro in predicato di diventarlo, l'area del Monviso e delle Alpi Marittime".
La programmazione strategica futura - conclude Dardanello - "non potrà che guardare a mercati emergenti e di prossimità, a oggi non del tutto coperti da altre realtà aeroportuali ma destinati a rappresentare, come nel caso dell'Albania, primari interlocutori e partners economici, produttivi e commerciali".












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