Con la dichiarazione del lutto cittadino per protesta contro l’istituzione del parco naturale del Monviso, avvenuta con la recente legge regionale n.19 del 3 agosto 2015, il sindaco Amorisco aveva gettato un guanto di sfida alla Regione Piemonte del presidente Chiamparino e dell’assessore Valmagia per ritirare la legge.
Ci si aspettava, come fra l’altro aveva preannunciato Amorisco in occasione del funerale della montagna celebrato il giorno dopo Ferragosto, un ricorso al TAR contro la legge visto che almeno sino ad oggi è rimasto nel vuoto l’appello al Consiglio Regionale di revocare o annullare l’istituzione del parco naturale del Monviso.
Ma Amorisco in merito precisa: “La legislazione vigente non ammette ricorsi contro la legge da parte di un ente locale come lo è un Comune, ma bisogna aspettare un provvedimento emanato in esecuzione di questa legge per inoltrare il ricorso al TAR contro il provvedimento attuativo nell’ambito del quale richiedere al Giudice amministrativo di sollevare la questione di legittimità costituzionale sulla legge approvata”.
Il sindaco di Casteldelfino, unico Comune a schierarsi apertamente contro l’istituzione del Parco Naturale del Monviso, incalza: “Per ora questo provvedimento regionale non c’è perché stiamo assistendo solo alla corsa all’oro verde, la lauta indennità, della poltrona di presidente del parco e quindi bsogna pazientare. La legge è stata approvata senza la consultazione ed il consenso ufficiale dei Comuni che fanno parte del territorio del parco in violazione della legge nazionale sui parchi che ne sancisce l’obbligo e pertanto è illegittima costituzionalmente. Bisogna quindi aspettare un provvedimento regionale attuativo. che farà venire il nodo al pettine”.
Amorisco aggiunge: “E non è detto che il TAR poi sollevi la questione di legittimità perché purtroppo abbiamo il precedente della legge regionale n.3/2014, la cosidetta legge sulla montagna nel cui ricorso, firmato da 17 Comuni, il TAR ha graziato l’Amministrazione regionale del presidente Chiamparino, disattendendo la richiesta di illegittimità costituzionale, perà in queso caso non si ricorreva contro i provvedimenti attuativi, perché il ricorso era stato fatto contro la legge sulla montagna approvata da un Consiglio regionale decaduto a tutti gli effetti dopo l’annullamento delle elezioni del presidente Cota sia da parte del TAR stesso sia da parte del Consiglio di Stato”.
“Centrodestra e centrosinistra non fa differenza – conclude amareggiato il primo cittadino di Casteldelfino - nella corsa alla distruzione della montagna purtroppo si equivalgono: i primi con la legge regionale sulla montagna, i secondi a breve distanza di tempo con la legge di riordino dei parchi e delle aree protette. La montagna non rappresenta più un serbatoio di voti e pertanto va distrutta”.







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