Sono state senza dubbio le traversie dell’Asilo Nido “Jean Monnet” il piatto forte (ed a tratti indigesto) del Consiglio Comunale di Saluzzo di mercoledì scorso. Traversie che avevano fatto emergere l’irregolarità contributiva certificata dai Durc del 2 e del 30 novembre 2015 e del 30 dicembre dello stesso anno, la mancata regolare corresponsione degli stipendi alle lavoratrici dell'asilo nido, ed in particolare il mancato pagamento della tredicesima 2015 e dello stipendio di dicembre 2015, la non puntuale consegna dei materiali di prima necessità (guanti, pannolini e prodotti per l'igiene dei bambini), il ritardo nel pagamento della bolletta del servizio idrico ed il mancato o ritardato pagamento di fatture ad alcuni fornitori quali l'idraulico, il giardiniere e forse altri ancora.
Ma anche traversie sulle quali la minoranza consiliare era tornata a far sentire la propria voce con una nuova interrogazione, scritta con la consapevolezza “che solamente la professionalità, l’umanità e il senso del dovere delle operatrici hanno consentito all’utenza di non subire i contraccolpi di una situazione che via via si faceva sempre più critica”.
L’opposizione, alla luce delle risposte date ad una precedente interpellanza, aveva chiesto al sindaco Mauro Calderoni una serie di puntualizzazioni: quando sono cominciate le segnalazioni e si è agito solamente in via informale, stante il fatto che non vi erano segnalazioni scritte? A chi compete il controllo: alle operatrici o al Comune? Quella del 22 gennaio è stata la prima contestazione formale? Perchè il comune non si è allertato di fronte alla cessione dell’intero credito da parte della Cooperativa alla Banca Padana? Quali sono stati i termini e le modalità della posizione del Comune riguardo alla cessione del credito da parte della Civitas? Da quanto tempo il Documento Unico di Regolarità Contributiva risultava irregolare e quali altre volte è successo? Quali impegni si intendono assumere a garanzia delle operatrici che hanno dovuto sopportare le inadempienze della Cooperativa, sia a carico dell’utenza che di loro stesse, e l’incerta azione amministrativa?
Un nervosissimo (al punto che ad un certo punto della serata è uscito dalla Sala Consiliare sbattendo la porta) sindaco Mauro Calderoni ha spiegato come il controllo sul servizio spetti al Comune mentre le azioni sulla Cooperativa tocchino invece ai dipendenti.
“Lo diciamo per chiarezza perché noi siamo un Ente terzo e la nostra non è una presa di distanza” ha continuato il primo cittadino.
“Ciò nonostante– ha poi proseguito - ci siamo messi subito in gioco per risolvere il problema e bisogna dire un enorme grazie alle maestre che, anche senza stipendio, non hanno mai messo in campo azioni per interrompere il servizio. Venerdì scorso il loro Durc era regolare e quindi si sono potuti anticipare gli stipendi. Se la verifica darà gli esiti sperati risolveremo presto la questione dei pregressi senza ricorrere all’azione sindacale. Sullo sfondo resta un rapporto difficile tra Comune e Cooperativa perché la situazione non ci tranquillizza e fra Cooperativa e dipendenti il rapporto si è fatto difficile perché è venuta meno la fiducia. La lettera di revoca dell’appalto (vale 1.800.000 euro) non è ancora stata spedita proprio perché nel frattempo il Durc si è regolarizzato. Ma partirà presumibilmente domani, perché il nostro obiettivo è risolvere nel più breve tempo possibile il contratto”.
Una risposta – quella di Calderoni – che non ha soddisfatto le minoranze.
“Se ‘questi’ sono a posto, adesso, come si fa a mandarli via? Gli stipendi, pagati o meno, riguardano dipendenti e Cooperativa. Quello che riguarda noi, come comune, sono le forniture in ritardo, con prodotti scadenti, il fatto che non le bollette non venivano pagate ed altro ancora. Se non ci sono contestazioni formali, e non ci sono, quali potranno essere le motivazioni che ci permetteranno di rescindere il contratto? Se noi avessimo iniziato dalla primavera scorsa a fare rilievi scritti e non moral suasion, ecco che ora tutto sarebbe più semplice” ha detto Stefano Quaglia.
Preoccupazioni che, sotto il profilo giuridico, sono state evidenziate anche dalla segretaria Silvia Salvai, che ha invitato alla massima cautela prima di procedere ad un rescissione di un appalto così corposo che potrebbe celare costose sorprese per il Comune.
All’insegna del proverbiale “oltre al danno anche le beffe”.












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