Nella Conferenza di Parigi sul clima il documento approvato il 12 dicembre scorso dai rappresentanti di 150 nazioni parte da un presupposto fondamentale: “Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per le società umane e per il pianeta”. Di conseguenza, richiede “la massima cooperazione di tutte le nazioni con l’obiettivo “di accelerare la riduzione delle emissioni dei gas serra”. Per quanto riguarda le foreste, l’accordo di Parigi all’articolo 5 “impegna gli Stati firmatari a intervenire per conservarle e migliorarle in quanto serbatoi di carbonio e agire per implementare e supportare la loro gestione sostenibile”.
“A causa dell’aumento delle temperature medie annuali, dell’alterazione delle precipitazioni e dei fenomeni meteorologici sempre di più estremi e frequenti - sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente e alla Foreste, Alberto Valmaggia - il cambiamento climatico del Pianeta sta già avendo un forte impatto sulle foreste. Ma le foreste e il legno prodotto trattengono e assorbono il biossido di carbonio, ricoprendo un ruolo determinante nel mitigare i mutamenti del clima”. Però, c’è il rovescio della medaglia. “Infatti. Quando i boschi non vengono ben governati o subiscono un incendio, diventano fonte di gas serra perché provocano l’emissione di biossido di carbonio. Negli ultimi mesi in Piemonte ci sono stati 172 incendi con 1270 ettari bruciati”.
Tornando al lato positivo della questione, i boschi sono in grado di catturare enormi quantità di carbonio tanto che, secondo gli studi della Fao, le foreste del pianeta e il loro sottobosco assorbono più di un trilione di tonnellate dell’elemento chimico: il doppio di quello presente in atmosfera.
Nell’ambito del Piano Forestale, di recente approvato dal Comitato Tecnico Regionale per le Foreste e il Legno, in cui sono rappresentati i principali referenti del settore, sono state delineate le strategie per rispondere localmente al problema rispetto alle aspettative mondiali. “Tre - prosegue Valmaggia - sono le linee guida: la sostenibilità della selvicoltura, il miglioramento dei boschi e la nascita, anche in Piemonte, del mercato volontario dei crediti di carbonio; lo sviluppo delle filiere finalizzate all’utilizzo del legno come fonte energetica rinnovabile e la promozione del legno come materiale da costruzione in modo che il carbonio resti immagazzinato per un tempo più lungo nei manufatti”.
Sul primo punto le attività concrete sono tre. L’adozione di un Regolamento forestale, cioè le norme da rispettare per la selvicoltura, improntato ai principi della gestione forestale sostenibile, che è stato già recentemente modificato per semplificarne l’utilizzo. Poi, lo sviluppo, nell’ambito dei finanziamenti previsti dal Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020 di una misura specifica, con una dotazione economica di 9,5 milioni di euro, per accrescere la resilienza e il pregio ambientale degli ecosistemi ambientali.
Il bando è previsto nell’autunno 2016. Inoltre, l’avvìo del mercato volontario dei crediti di carbonio secondo le indicazioni del Protocollo di Kyoto e del Codice Forestale del Carbonio italiano.
“Su questo fronte - spiega ancora Valmaggia - tra gli esempi concreti uno, particolarmente significativo, è in provincia di Cuneo: quello della Cooperativa Gestalp di Frassino, che ha realizzato un impianto di co-generazione alimentato attraverso biomasse di origine forestale raccolte con gli interventi selvicolturali nei boschi della Valle Varaita. L’energia elettrica viene venduta in rete e il calore è usato nei locali di lavorazione delle carni provenienti dagli allevamenti dei soci. In questo modo si ottiene un elevato impiego dell’energia primaria contenuta nel legno, senza sprechi”.
Il risultato? “L’utilizzo di una risorsa rinnovabile effettuato in modo sostenibile dal punto di vista economico e ambientale, oltre alla creazione di nuovi posti di lavoro in montagna. Si tratta di un modello di riferimento che intendiamo replicare proprio con le nuove risorse del Psr”. Infine, a livello di promozione del legno come materiale da costruzione, le attività promosse dalla Regione hanno un duplice scopo.
Il primo: incentivare l’uso del materiale per le sue caratteristiche di rinnovabilità e capacità di isolamento termico, come materia prima per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, con la definizione di linee guida e criteri di priorità nell’ambito dell’edilizia pubblica e sociale. Il secondo: sostenere la nascita di forme di aggregazione, come il Cluster Legno Piemonte, fra le imprese di raccolta e trasformazione del materiale per migliorare l’organizzazione, la viabilità e la capacità economica del comparto.
“Il ruolo delle foreste nei confronti dei cambiamenti climatici - conclude Valmaggia - è di estrema attualità e importanza. Le risposte della Regione stanno andando nella direzione di valorizzare il patrimonio legnoso piemontese attraverso le filiere foresta-legno da opera e foresta-biomassa in progetti di sviluppo economico e sociale ambientalmente sostenibili”.









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