“Le foglie hanno perso gli alberi” (Nero su Bianco) raccoglie le poesie di Pier Mario Giovannone scritte tra il 1994 e il 2015, tra cui alcune finora inedite. Un arco temporale di più di vent’anni, una ricerca poetica che parte dal lirismo delle prime raccolte per approdare all’ironia e all’irriverenza delle ultime.
Il filo rosso è la musicalità, che a volte è pura melodia, altre volte è gioco: giocosità ritmica, fonica, verbale. Perché Pier Mario Giovannone, oltre che poeta (scoperto da Dario Bellezza), è anche musicista. E proprio grazie ad una lunghissima collaborazione col cantautore Gianmaria Testa come chitarrista e paroliere, i suoi testi hanno potuto varcare i confini delle librerie e delle biblioteche, entrando nei teatri e nelle sale da concerto, per essere assaporati come parola viva, orale, condivisa.
A fare da controcanto alle poesie di Giovannone, ci saranno le canzoni di Maria Pierantoni Giua, che ci presenterà il suo ultimo album “E improvvisamente”. Giua è cantautrice e pittrice. Vincitrice dei premi Lumezia, Castocaro, Recanati e del Mantova Musical Festival e finalista al Festival di Sanremo 2008.
I suoi precedenti album sono “Giua”, prodotto da Beppe Quirici e Adele Di Palma per SonyBmg, e “TrE”, composto a quattro mani con il chitarrista Armando Corsi per EgeaMusic.
Gli autori desiderano dedicare l’incontro a Gianmaria Testa, che sarà ricordato attraverso alcune poesie che amava, e una sua canzone interpretata da Giua.










