Ho deciso di scrivere questo articolo per parlarvi di quest’associazione che ho scoperto tre anni fa. In realtà, però, faccio parte di questo grande progetto da due anni.
Il creatore è William Salice, braccio destro del sig. Michele Ferrero. Infatti uno dei tanti sponsor dell’associazione è proprio l’azienda dolciaria Ferrero.
William l’ha creata pensando a noi giovani, infatti vuol farci capire che non dobbiamo mai arrenderci davanti a nessun ostacolo e che ogni volta che ricadiamo dobbiamo rialzarci subito e non mollare.
Per me Color Your Life è una grande famiglia, grande perché i ragazzi che ne fanno parte vengono da tutta l’Italia. Per entrare a far parte di questa grande famiglia bisogna partecipare ad un concorso, inviando un’autopresentazione, un progetto che rientra nel bando a cui si partecipa, con la spiegazione del progetto stesso.
Chi sceglie i progetti più belli e meglio realizzati? Beh, di sicuro il nostro William, ma non svolge tutto il lavoro da solo, infatti, ad aiutarlo c’è da sempre la professoressa Renata Crotti.
Vi chiederete: ma io cosa ottengo?
Per i circa153 fortunati, i cosiddetti COLOR, la “vincita” sarà andare per 10 giorni al COLORcampus di Loano. In quei giorni si entra in contatto con molti valori e regole, ma si conoscono molte persone nuove, alcuni più grandi altri più piccoli, e vi assicuro che alcune amicizie rimarranno per molto tempo.
Al COLORcampus si viene accolti da tanti COLORcoach, le guide di ogni giorno. Alla mattina o al pomeriggio c’è la possibilità di conoscere un COLOResperto, che parlerà del proprio lavoro.
Quest’anno il COLORcampus è stato incentrato su un progetto scuola-lavoro, siamo stati divisi in gruppi di tre persone e nei 10 giorni dovevamo sviluppare un’idea nuova che risolvesse un problema di tutti i giorni.
I gruppi dovevano costituire delle piccole società, i cui membri avevano delle specifiche mansioni; si doveva inventare un marchio e alla fine di ogni giornata bisognava presentare il proprio progetto, realizzato su power point, a William, Renata e al COLOResperto, che in seguito ci davano dei suggerimenti su come potevamo migliorare il tutto.
La giornata al Campus è così scandita: al mattino, la sveglia è presto ma alla fine ci si abitua, si va per un’oretta al mare, quando si torna c’è tempo per le docce e per la colazione. In seguito un gruppo di 5 ragazzi, nominati la sera precedente COLORredattore, scende mezz’ora prima del resto del gruppo per leggere articoli di varie testate giornalistiche, sceglierne uno e fare un riassunto dello stesso, che poi verrà letto davanti ai compagni COLOR, mentre durante un tempo già prestabilito i cinque dovranno scrivere un altro articolo, fare un’intervista o un disegno che poi verrà pubblicato sul sito di COLORnews.
Il decimo giorno, l’ultimo, viene dedicato interamente alla preparazione della COLORexperience, la serata finale. Dopo l’arrivo dei genitori vengono letti, dai COLOR, gli articoli scritti nei giorni passati al COLORcampus e vengono anche esposti i progetti. Alla fine, esausti ma molto contenti, si torna a casa. Ma per chi volesse ritornare al COLORcampus l’anno seguente come COLORwinner il compito non finisce qui, infatti William e Renata durante l’anno daranno dei compiti ben precisi che avranno una data di scadenza. Una volta terminate tutte le tappe bisognerà aspettare che escano i vincitori.
Sara Partiti 3 DA













