La suggestione della fiaccolata per le vie del centro, l’impatto dell’allestimento di manichini neri sulle scalinate del Duomo: un messaggio per tutti, che ha sorpreso e fermato l’attenzione, entrando con spettacolarità ed emozione nella vita cittadina di un sabato serale, ieri 26 novembre, per ricordare le donne vittime di violenza insieme all’impegno traversale di interrompere questo tragico fenomeno.
Grande risposta di persone e giovani all’iniziativa. Circa 300 “Uniti per le donne, una città in cammino contro la violenza “ organizzata da Zonta Club Saluzzo, in collaborazione con la Consulta Pari Opportunità del Comune che ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni e delle diverse confessioni religiose del territorio. “E' un grido univoco contro la violenza - la considerazione della presidente Flavia Cerutti - per il quale non contano la religione, il colore della pelle, la fede politica per dire no a questa piaga. Grazie agli uomini presenti: abbiamo bisogno di voi per sensibilizzare quegli uomini deboli che compiono violenza sulle donne. Grazie ai rappresentanti delle congregazioni, sperando nella continuità di collaborazione su problemi concernenti le donne”.
Presenti il sindaco Mauro Calderoni, l’assessore alle Pari opportunità Attilia Gullino, il tenente Giuseppe Beltempo dei Carabinieri di Saluzzo.
"Permesso, grazie, scusa” le tre parole rilanciate del vescovo monsignor Guerrini: quelle di papa Francesco indicate come la strada per l’armonia della famiglia, segreto di unione e amore tra coniugi, per vivere in pace e nel rispetto reciproco, antidoto alla violenza di genere.
La condanna del dramma è stata espressa dai vari esponenti religiosi Enrica Segre, in rappresentanza di Giuseppe Segre della comunità ebraica di Torino, Mohamed Sellame della comunità mussulmana, Crodrinsi Mota rappresentante degli ortodossi e dalla pastora valdese Letizia Tommasone.
A chiusura degli interventi una poesia letta da Annamaria Gavatorta vicepresidente Zonta dedicata tutte le donne perchè ritrovino la loro libertà uscendo dalla schiavitù della violenza.
Da piazza Cavour, il corteo con le fiaccole, preceduto dalla rappresentanza dei giocatori della squadra Rugby Saluzzo, addosso le pettorine gialle della campagna "Zonta Says no-Giù le mani dalle donne" si è diretto in via Silvio Pellico, per attraversare corso Italia, fermarsi per un momento di riflessione davanti ai manichini sulle scalinate del duomo e passare intorno alla fontana del rialzo di piazza Garibaldi, illuminata di rosso-arancione, colore simbolo della violenza sulle donne.
Di fronte al duomo, nella vetrina della fashion designer Alessandra Rnaudo, socia Zonta, i canditi abiti da sposa, hanno lasciato spazio a manichini neri e scarpe rosse, in adesione alla iniziativa del sodalizio. In evidenza una fotografia: gambe femminili e al centro quelle di un carabiniere donna in divisa. La foto, firmata dal luogotenente Fabrizio Giordano, mette in primo piano il messaggio della vicinanza e protezione da parte dell’Arma e sarà l’immagine del mese di marzo, sul calendario 2017 dei Carabinieri.















