Dopo cinque anni caratterizzati da una continua erosione del tessuto imprenditoriale locale, il 2016 restituisce, nel complesso, segnali di stabilità per la provincia di Cuneo. Tra le forme giuridiche sono le società di capitale a distinguersi per l’elevato dinamismo, tra i settori di attività le imprese del turismo esibiscono la performance migliore, ma anche l’agricoltura riesce ad invertire la contrazione degli anni precedenti.
Nel periodo gennaio-dicembre 2016 il registro imprese della Camera di commercio di Cuneo ha contato la nascita di 4.111 nuove iniziative imprenditoriali, circa 500 in più rispetto all’anno precedente, e 4.143 cessazioni di attività preesistenti (al netto delle cancellazioni d’ufficio). Il saldo tra i due flussi è risultato così negativo per 32 unità (nel 2015 il saldo risultava pari a -129 unità), traducendosi in un tasso di crescita del sistema imprenditoriale sostanzialmente nullo (-0,05%), che fa seguito al -0,18% registrato nel corso del 2015. Lo stock di imprese registrate a fine dicembre 2016 presso il registro imprese camerale si porta a 69.470 unità. La dinamica esibita dal tessuto imprenditoriale della provincia di Cuneo si colloca in un contesto regionale incerto, sintetizzato in un tasso di crescita del -0,12%, mentre a livello nazionale il 2016 si è chiuso in attivo, con un tasso di crescita del +0,68%.
“La fotografia imprenditoriale del 2016, con 4.111 nuove iscrizioni e ben 500 neo imprese in più dell’anno precedente, sembra restituire alla provincia Granda la stabilità che in passato la contraddistingueva - commenta il presidente Ferruccio Dardanello – La situazione è ancora difficile, l’attenuazione della crisi non ci mette al riparo dalle difficoltà che solo lavorando insieme, in sinergia con la Regione, gli organismi e le associazioni che operano sul territorio, potremo superare e trasformare in opportunità. Tanti gli ambiti in cui siamo chiamati come sistema camerale a giocare le nuove sfide, dai giovani che dalla scuola si preparano all’ingresso nel mercato del lavoro alle neo imprese, dall’innovazione alla preparazione ai mercati internazionali, alla valorizzazione delle risorse produttive, turistiche e culturali di cui sono ricche le nostre comunità”.
L’analisi dei dati dal punto di vista della forma organizzativa delle aziende ribadisce ancora una volta il rafforzamento strutturale del sistema imprenditoriale provinciale. Sono, infatti, le società di capitale, l’11,3% delle oltre 69mila imprese registrate (quota in costante aumento negli ultimi anni), a segnare il risultato migliore, con un tasso di crescita del +3,27%. Seguono le altre forme, forma giuridica assunta dal 2,1% del tessuto imprenditoriale locale, con uno sviluppo della rispettiva base imprenditoriale dell’1,16%.
Le difficoltà maggiori riguardano, invece, ancora una volta le ditte individuali, la porzione numericamente più significativa del sistema imprenditoriale cuneese, che scontano una contrazione del -0,56%. È negativo, infine, anche il tasso di crescita esibito dalle società di persone (-0,30%), forma giuridica che raggruppa oltre un quinto delle aziende del territorio.
Tra i settori, le dinamiche più incoraggianti vengono registrate, ancora una volta, dal turismo (+2,37%) e dagli altri servizi (+0,83%), attività che convogliano rispettivamente il 5,6% e il 21,0% delle imprese locali.
Appaiono in ripresa, dopo la pesante contrazione subita nel corso del 2015, le attività agricole, il principale settore di attività delle imprese del territorio, che registrano un tasso di variazione annuale dello stock del +0,44%. Si contraggono, invece, le basi imprenditoriali delle attività commerciali (-0,47%), industriali (-1,02%) e, soprattutto, edili (-1,83%).
















