Hangar gonfiabili pensati come moduli abitativi da posizionare in ambienti rurali: capannoni, portici, per dare alloggio agli immigrati stagionali africani che lavorano nel Saluzzese, durante la campagna della frutta.
Sono una nuova possibilità di sistemazione dei lavoratori, una innovazione pensata in Caritas Saluzzo, ma non per la Caritas , che dopo tre anni di Campo solidale al Foro Boario, guarda ad una nuova gestione dell’accoglienza.
Sta ragionando con il comune di Saluzzo e con altri comuni , per il potenziamento alloggiativo ed ha pensato a nuove soluzioni strutturali già per l'estate 2017: i moduli della società di strutture gonfiabili FLY-IN di Bene Vagienna, studiati per le aziende agricole che hanno spazi coperti non ristrutturabili.
Punto fermo per la progettazione futura è il nuovo sito: www.saluzzomigrante.it, portale web del progetto Saluzzo Migrante, nato grazie ai fondi speciali dell' 8X1000 del 2016, online da ieri.
La presentazione delle novità da parte dello staff di Saluzzo Migrante coordinato da Alessandro Armando, è avvenuto nei locali de «Il Pozzo» in corso Piemonte, alla presenza del vescovo emerito monsignor Giuseppe Guerrini , che ha fornito le parole chiave dell’operazione: "fantasia e cuore per guardare al futuro dell’accoglienza".
Don Beppe Dalmasso, direttore della Caritas saluzzese, una delle 18 italiane in cui è attivo il progetto Presidio, ha ricordato l’ormai decennale lavoro con i migranti “10 anni in cui ci sentiamo dire grazie e bravi. Ma oggi, analizzando i dati raccolti possiamo dire che il fenomeno non è un problema, ma una risorsa per il comparto agricolo saluzzese che ha bisogno di 500 braccia per raccogliere la frutta. E allora in prima linea per l’accoglienza degli stagionali, non deve essere la Caritas, ma i datori di lavoro e i sindaci di questi paesi ”.
A presentare gli hangar gonfiabili, soluzione che sarà proposta nelle prossime riunioni operative Mauro Oggero, titolare dell’azienda. La struttura è un modulo di circa 16 metri quadri che permette, a sei persone, di vivere all’interno. Le pareti gonfiabili sono fatte con tre tipi di tessuto particolari, luminosi, resistenti e ignifughi. All’interno non sono previsti impianti elettrici e le strutture modulari sono agganciabili e alimentate da un solo pressurizzatore.
Semplice è il montaggio del modulo, che quando non è vissuto, può essere sgonfiato. L’aria è usata come isolante termico: crea all’ interno un microclima che permette la vivibilità anche in situazione di molto freddo. Le pareti sono personalizzabili con pubblicità aziendali di valore etico. Non è ancora reso noto il prezzo d’acquisto.
L’altro nuovo strumento Caritas è il sito web, pensato per la comunicazione e come portale di storie e di informazioni, ha sottolineato Alessandro Armando: “Serve per raccontare ciò che facciamo e per dare informazioni utili a tre categorie di persone: ai migranti, che attraverso il telefonino, unico strumento di contatto con la loro famiglia e tra di loro, potranno avere informazioni su servizi, orari, tempistiche della città.
Serve alla categoria degli autoctoni, ovvero alle aziende agricole, ai datori di lavoro, ai residenti che potranno reperire informazioni utili sulla normativa per l'accoglienza, sui flussi dei migranti e sulle iniziative del territorio.
I volontari, grande forza del progetto, vi troveranno le informazioni utili per partecipare alle attività del progetto e mettersi in contatto con la Caritas di Saluzzo. Giornalisti, ricercatori, fotografi avranno a disposizione dati aggiornati per il loro lavoro. La redazione del sito è composta dai giovani dell'equipe Caritas e da La Terra che Connette(progetto di ricerca e documentazione attivo dal 2013, curato da Andrea Fenoglio). Saluzzomigrante.it vuole essere un punto di riferimento web per tutti coloro che intendono lavorare per e con i migranti nel saluzzese.
Armando ha poi presentato i dati relativi ai migranti africani raccolti nella "Relazione finale 2016 “. Le cifre che si riferiscono al periodo da maggio a dicembre scorso, parlano di presenze registrate attraverso gli sportelli a partire da aprile: 649 migranti, tutti di origine africana, tra i 16 e 50 anni, tutti maschi non residenti nel territorio saluzzese.
Al Campo Solidale al Foro Boario di Saluzzo, sono state accolte 530 persone nell’arco di 137 giorni, dal 24 giugno al 10 dicembre. Per 95 persone la modalità alloggiativa è stata nei tre mini campi gestiti dalla Caritas in accordo con i comuni di Saluzzo, Lagnasco, Verzuolo, Costigliole. Tra le curiosità: le 123 bici fornite su cauzione.
Dalla lettura dei dati si evidenziano principalmente due caratteristiche: l'alto tasso di occupati e lavoratori stagionali che arrivano a Saluzzo: 344 dichiarazioni di lavoro durante i colloqui nella segreteria al Campo Solidale, 289 contratti visionati, 11 persone che hanno dichiarato di lavorare in nero, un numero elevatissimo di lavoratori che non hanno voluto rispondere al questionario pur svolgendo un lavoro per periodi lunghi o medio lunghi.
"La manodopera impiegata durante la stagione, è di gran lunga superiore ai 200-250 posti di lavoro complessivi dichiarati in passato". La situazione di maggiore criticità 2016 è la costante presenza di lavoratori contrattualizzati al Campo Solidale che non hanno avuto alloggio dal datore di lavoro.
L’ accoglienza diffusa, che rappresenta il principale elemento di cambiamento rispetto agli altri anni, per dignità al migrante, possibilità di monitoraggio, diminuzione di incidenti stradali, è stata solo di un terzo e Caritas ritiene debba essere triplicata nei prossimi anni anche per evitare il sovraffollamento del Campo solidale.
Quest’ultimo è infatti, oggi, il luogo in cui la maggior parte delle persone impiegate nella stagione estiva, oltre a quelle che cercano lavoro, trova riparo e alloggia per diversi mesi. Lo scorso anno oltre alla stagione particolarmente lunga ( a novembre si raccoglievano ancora mele) alcuni migranti hanno cominciato a lavorare in settori non agricoli, prolungando di oltre 20 giorni la chiusura.
“Il Campo Solidale strutturato nel 2016, per il terzo anno consecutivo, per 250 persone, e che per il 2017 arriverà a 300 posti, rappresenta certamente un passo in avanti rispetto alla situazione del Foro Boario del 2013 ( quando si arrivò a 750 persone) ma non assolutamente, una soluzione. Deve essere un passaggio”. Ha concluso il referente del Progetto "Saluzzo Migrante”.
Tra i presenti il consigliere regionale Paolo Allemano, che ha espresso l’impegno dell’Ente per coinvolgere tutti gli attori, andando verso la modalità di accoglienza diffusa.




















