Aprirà al pubblico venerdì 10 marzo la Mostra Impossibile della RAI dedicata a Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Le 41 opere riprodotte digitalmente in altissima risoluzione sono un’occasione unica per poter contemplare e studiare in un’unica sede l’opera omnia del pittore dell’autore confrontandosi con la sua epoca, il suo stile e immergendosi in un’esperienza fortemente impattante.
“Difficilmente in una città come Fossano sarebbe possibile vedere un Caravaggio, con questo sistema quasi tutta la sua produzione è esposta in un’unica mostra – ha spiegato Renato Parascandalo, curatore della mostra -. Si tratta di riproduzioni certificate dai massimi studiosi del Caravaggio con un grande rigore filologico e un potenziale didattico elevatissimo. È la 27° volta che la mostra impossibile viene esposta. In passato è stata in grandi città come Città del Messico, Chicago e Napoli, ma anche in piccoli centri. L’idea è quella di portare la cultura su tutti i territori e di creare una rete di dimore storiche che ospitino le Mostre Impossibili trasformandosi in case della cultura digitale”.
“Caravaggio era una rockstar del ‘600, l’antesignano di Jim Morison ed è oltremodo contemporaneo” ha affermato Luca Beatrice, presidente del Circolo dei Lettori e curatore di un’altra mostra parallela a quella impossibile: Caraviaggio, personale rilettura in chiave pop dell’artista di origini Fossanesi Mauro Soggiu.
Alla conferenza di stampa di lancio ieri, lunedì 6 marzo presso il Circolo dei Lettori di Torino è però stata data della mostra impossibile un taglio non solo artistico e culturale, ma sociale. In una realtà di piccole dimensioni come Fossano, la realizzazione di una mostra come quella della RAI ha coinvolto tutto un territorio: “La mostra non è ancora aperta, ma una scommessa è già stata vinta ed è quella del coinvolgimento. Sono tantissime le realtà del territorio che stanno collaborando affinchè tutto si svolga nel migliore dei modi” ha spiegato Lorenzo Soave, responsabile di Munus, la società incaricata di gestire la mostra.
Sono molti infatti gli eventi paralleli, da quelli enograstronomici proposti dal tessuto commerciale a quelli culturali come lo spazio curato dall’associazione Atelier Kadalù: nella sala sotterranea del castello, infatti, oltre alla mostra di Mauro Soggiu, si terranno incontri e convegni di approfondimento che toccheranno diversi aspetti dell’arte dalla curatela all’uso dei sensi nella percezione delle opere.
“Questo evento è particolarmente sentito e inaugura una lunga serie di eventi che si terranno nel Castello degli Acaja, recentemente acquisito dal comune di Fossano. Questa mostra è un passo per incrementare il valore del castello come cornice storica di eventi culturali di valore. Il sodalizio tra comune, diocesi e progetto mondo Mlal e la collaborazione di tante realtà territoriali fanno sì che attraverso il bello si possa perseguire anche il buono” ha precisato l’assessore alla Cultura del Comune di Fossano Paolo Cortese.
“Quella di Fossano è un’operazione molto interessante – ha commentato l’assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi -. L’utilizzo di strumenti innovativi permette di coinvolgere un pubblico nuovo. Il ruolo di Torino nella cultura è noto, ma esistono realtà come Fossano che sono in grado di rivaleggiare con Torino offrendo un panorama interessantissimo. Forse non tutti sanno che proprio a Fossano si tiene uno dei maggiori festival di circo contemporaneo e che è sede regionale di residenze artistiche con il progetto Terre di Circo”.
La mostra impossibile, oltre che grande evento culturale, sarà anche l’occasione per trasformare il bello in buono. Parte degli incassi, infatti sarà destinato al sostegno di un progetto di lotta alla malnutrizione infantile in Burkina Faso di progetto mondo Mlal “Ho avuto l’opportunità di vedere la mostra impossibile a Napoli e ho visto che quei piedi sporchi e scalzi, alcuni volti che si vedono nelle opere di Caravaggio non sono dissimili da quello che vediamo in Africa o in America Latina” ha spiegato Ivana Borsotto raccontando di come anche Milo Manara sia stato colpito dal progetto al punto da decidere di regalare una sua striscia che riguarda proprio Caravaggio e gli aspetti solidali della mostra.
“Abbiamo bisogno di bellezza – ha aggiunto Mons. Derio Olivero, vicario del vescovo della diocesi di Fossano e Cuneo -. Attraverso il bello possiamo perseguire il buono, credere che ci sia del buono. Siamo stati entusiasti di appoggiare questa iniziativa perché in un’epoca storica in cui dobbiamo ridefinire ciò che è umano, l’arte può aiutare a perseguire l’umanità perduta”.
Alla conferenza stampa ha preso parte anche Carlo De Blasi, direttore del TG3 Piemonte: “Raramente ci capita di appoggiare con il massimo coinvolgimento e orgoglio le iniziative. Spesso prevalgono, nelle scelte, la cronaca o l’intrattenimento, ma siamo un servizio pubblico e siamo la maggior impresa culturale italiana ed è attraverso queste iniziative che svogliamo il nostro compito”.
La mostra di Caravaggio sarà inaugurata giovedì 9 marzo e resterà aperta dal 10 marzo al 2 luglio i venerdì dalle 15 alle 22 e i sabati e le domeniche dalle 10 alle 19. Oltre al castello degli Acaja le opere saranno esposte presso il museo diocesano in via vescovado 8.
















