Il cibo risulta essere veicolo di significati oltre che mezzo per nutrirsi, non è solo elemento di sostentamento fine a se stesso, bensì parte fondamentale e integrante di una cultura. La realizzazione di un piatto, con annesse tutte le fasi che la rendono possibile, quali la ricerca degli ingredienti, la preparazione, la condivisione dello stesso, cela aspetti culturali di estrema importanza.
Il sociologo francese Pierre Bourideu introduce il concetto di habitus con il fine di definire quella serie di azioni e abitudini trasmesse nel tempo in maniera implicita e non, da una generazione all’altra, che mantiene vitalità nonostante il trascorrere del tempo. Esprime un giudizio anche in merito al cibo definendolo parte integrante di un sistema culturale condiviso e pertanto aspetto fondamentale della vita sociale.
Partendo da queste considerazioni sono nate ulteriori riflessioni sul significato del cibo in un contesto a noi molto vicino, quello migratorio, in particolare in riferimento alla quotidianità vissuta dai ragazzi ospiti presso il nostro centro di accoglienza per richiedenti asilo. Per questi la realizzazione di un piatto tipico, cucinato e condiviso secondo determinate modalità e abitudini, nasconde ed esplicita nello stesso tempo il tentativo di mantenere in vita un legame con il sistema simbolico di appartenenza, è una modalità messa in atto per ricordare quello che la migrazione tende a cancellare.
L’idea che sta alla base del progetto "Cibo Nostrum" nasce da molteplici riflessioni e dalla volontà di far emergere lati che purtroppo, vuoi per la debole informazione in merito, vuoi perché attualmente il tema immigrazione risulta essere un argomento delicato da trattare, non affiorano. Con tale iniziativa si vuole proporre una via alternativa di avvicinamento ad una cultura diversa, messa in atto tramite la degustazione di piatti tipici e cibi locali.
Questo progetto si pone come obiettivo il coinvolgimento del territorio locale con l’ulteriore fine di decostruire i preconcetti e gli stereotipi che si stanno rafforzando a causa dell’inefficace informazione legata alla migrazione a cui stiamo assistendo. La realizzazione di questa iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione con la ditta Turna Büa di Bruno Marina con sede presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso (SOMS) sita a Mondovì Piazza in Via Vasco 8, che si è resa disponibile ad istituire una collaborazione con la Cooperativa Sociale Onlus Cascina Martello.
Tale progetto prevede la cooperazione di Cascina Martello, in particolar modo dell’equipe attiva sul servizio di accoglienza per richiedenti asilo e la ditta Turna Büa, il tutto nei termini previsti dalla convezione stipulata. In seconda battuta il Progetto può divenire un ottimo canale di sperimentazione per i ragazzi che potranno mettere in gioco le loro abilità e qualità diventando così una risorsa.
Questa iniziativa sarà anche un’ottima opportunità in quanto diventerà per i ragazzi un percorso formativo: avranno modo di mettersi in gioco in un contesto lavorativo italiano in cui vigono norme e metodi lavorativi a loro sconosciuti.
L’operato dei ragazzi beneficiari del Progetto “Cibo Nostrum” si concretizzerà in due differenti situazioni lavorative:
- Come risorsa per la ditta Turna Büa
I ragazzi diventeranno una forza lavoro per la Turna Büain quanto, la stessa, nel caso di bisogno, potrà rivolgersi a loro per chiedere un contributo nel disbrigo di differenti mansioni inerenti alla cucina
- Come parte attiva nella realizzazione del Progetto che prevede la preparazione e il consumo di piatti tipici etnici
Si applicheranno al fine di essere protagonisti nell’organizzazione delle serate di condivisione di cibo etnico, si creeranno dei gruppi di lavoro formati totalmente dai beneficiari del servizio di accoglienza “Mare Nostrum” in modo tale che i singoli ricoprano un ruolo e abbiano mansioni definite. La squadra sarà così composta: cuoco, aiuto cuoco, lavapiatti, addetto/i alla gestione della sala. Il tutto sarà supervisionato e monitorato dagli operatori di Cascina Martello e dalla responsabile diTurna Büa.
I piatti verranno interamente realizzati dai beneficiari che provvederanno anche a integrarli raccontandoci nel modo che riterranno più opportuno, l’origine, la storia e il significato della pietanza preparata, il tutto in lingua originale e in lingua italiana.














