Era l’ultimo consiglio comunale dell’amministrazione Beretta quello di venerdì scorso, 28 aprile. Come previsto, gran parte del dibattitto, a tratti anche molto acceso e animato, ha riguardato la revoca delle deleghe di assessore a Luisa Giorda e le sue conseguenti dimissioni anche dalla carica di consigliere. Ma era anche il consiglio di fine aprile, quello in cui è stato approvato il bilancio consuntivo del 2016, e il consiglio dei saluti e dei ringraziamenti.
L’assessore al bilancio Roberta Robbione ha letto la lunga relazione finale, con i dettagli di entrate e spese, investimenti e avanzo di amministrazione. “L’esercizio 2016 è stato il primo anno in cui sono entrate a pieno regime importanti novità del nuovo sistema di contabilità armonizzata. Come ogni cambiamento ha portato con sé delle positività ed anche difficoltà di applicazione. Il cosiddetto nuovo pareggio 2016 ha in parte finalmente eliminato le storture date dalle regole del patto di stabilità e si sono visti i risultati sul versante della spesa in conto capitale. Il dato dell’avanzo di amministrazione con le nuove regole non racconta più la gestione dell’anno che si è concluso poiché è dato soprattutto dalla somma delle gestioni passate e sarà destinato ogni anno ad aumentare in modo esponenziale perché il suo utilizzo è oggi, di fatto con la nuova normativa, molto limitato, anche se in presenza di avanzo cosiddetto libero”. E ha continuato: “Il nostro Comune si finanzia quasi esclusivamente da solo come dimostrano i dati relativi alle entrate tributarie ed extratributarie. Si può dire anzi che per effetto della normativa cui sono ad oggi sottoposti gli Enti Locali, il nostro Comune contribuisce al bilancio statale mediante il Fondo di solidarietà comunale. È stato un anno difficile sotto molti punti di vista, ma la prospettiva di lavorare per consegnare ai cittadini di Borgo una città migliore su più fronti ha permesso di affrontare le criticità con slancio e positività. L’obiettivo del pareggio di bilancio anche nel 2016 è stato rispettato. Sicuramente su questo versante Borgo San Dalmazzo è un comune virtuoso, ma – come già rilevato lo scorso anno - i margini entro i quali si rispettano i vincoli non rilevano, a consuntivo approvato, la fatica che si è messa in campo per fare sintesi quotidiana tra i desiderata ed i dettami di legge”.
Ha chiesto subito la parola il capogruppo di maggioranza, Mauro Fantino: “La nostra città deve essere orgogliosa di aver i conti sani. Finiamo il mandato con onore, grazie all’elevato lavoro politico dell’assessore. Chiudiamo un bilancio virtuoso e sano; possiamo tranquillamente dire a chi verrà dopo di noi che i conti sono a posto”.
Non era della stessa idea Piermario Giordano, dai banchi della minoranza. “Non voglio commentare l’intervento idilliaco e l’incensazione di Fantino. Avrei tante domande da porre, ma tanto non rispondete, come avete fatto con il consigliere Zauli che ha lasciato l’aula. Sono preoccupato perché non c’è un clima sereno, se l’atteggiamento resta questo, Borgo ne avrà un danno. Ho analizzato tutti i consuntivi dal 2012 ad oggi e invito chi si candida ad amministrare la città a fare lo stesso. L’analisi dà molte risposte: si vedono tasse che possono aumentare o diminuire, investimenti che possono aumentare o diminuire, si vede se l’amministrazione ha avuto coraggio e fantasia. Voi non li avete avuti, per questo il mio voto non sarà favorevole”.
È stato poi il turno del primo cittadino, Gian Paolo Beretta, che ha tenuto il discorso conclusivo della seduta e del suo mandato, non senza un po’ di commozione. “Sono stati 5 anni difficili, di lavoro intenso; abbiamo sentito la responsabilità di governare Borgo. La nostra attività è sotto gli occhi di tutti: saranno i borgarini a valutarla e decidere. Sono sempre stato animato, nel mio servizio nei confronti dei cittadini, dai principi di giustizia, benessere e promozione della conoscenza. Sono stato propositivo, sincero e disponibile, per il bene pubblico e per il benessere della città. Ho sempre dato il mio meglio. Sono rimaste delle criticità, ma abbiamo lavorato alacremente con spirito di squadra. Sono stati 5 anni di una grande esperienza, unica, complessa e faticosa, ma che mi ha dato tanto anche sotto l’aspetto umano, nel confronto con i cittadini. Non ho nulla da recriminarmi”.













