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Attualità | 03 maggio 2017, 18:43

Federlegnoarredo: tra Torino e Cuneo per ascoltare la voce delle imprese

Ha toccato Torino questa mattina e in serata sarà a Cuneo il road show dell'associazione di categoria. Il presidente Orsini: "Vicinanza, ascolto e dialogo per una filiera da 41 miliardi e con segnali forti di ripresa"

Federlegnoarredo: tra Torino e Cuneo per ascoltare la voce delle imprese

Questa mattina ha toccato Torino, mentre in serata arriverà a Cuneo: è il road show che FederLegnoArredo sta compiendo sul territorio per rinforzare il dialogo e il confronto con gli addetti ai lavori, in un momento chiave della congiuntura, locale e non solo.

Il perché lo spiega il presidente, Emanuele Orsini, protagonista della seconda tappa di un percorso destinato a toccare tutta Italia. "La filiera del legno arredo sfiora a livello nazionale i 41 miliardi di euro di fatturato, facendo registrare segnali significativi di rirpesa. Possiamo e vogliamo essere più forti, ma per riuscirci è necessario fare sistema e dare vicinanza, ascolto e dialogo alle imprese dei territori".

Quello piemontese, da solo, vale il 7% delle imprese nazionali della filiera legno-mobile (che vanta ogni anello della catena entro i confini nazionali, caso più unico che raro) e pesano per il 10% delle imprese manifatturiere della nostra regione. "Torino e provincia rappresentano il 50% circa del fatturato piemontese, equamente distribuito tra legno e arredo. Ma anche il resto della regione vanta eccellenze importanti - spiega Orsini - a cominciare dal Cuneese e dal Novarese, territori storicamente vocati a questo tipo di lavorazioni e che hanno saputo ritagliarsi nicchie competitive importanti".

Numeri alla mano, le imprese nella nostra regione sono circa 3800 e danno lavoro a oltre 12mila persone. Il 70% è attivo nel legno, il restante nell'arredo. "Vogliamo far uscire le esigenze e le necessità della base - dice ancora Orsini - per poter impostare quelle politiche industriali utili a rilanciare la crescita. Non vogliamo che sia una strategia fatta a tavolino, da Milano o altrove. Cerchiamo il confronto, vogliamo spunti e indicazioni".

D'altra parte il nostro è un territorio fatto di eccellenze, ma anche di controsensi. Il primo? Che circa il 30% dell'Italia è composta da boschi, ma non esiste una politica forestale coerente. E per questo siamo il primo importatore in Europa di legno, anche solo da ardere. Un patrimonio di 9 miliardi di giro d'affari che potrebbe dare lavoro a circa 76mila persone. "Vogliamo confrontarci anche con la Regione e le istituzioni locali per capire cosa si può fare per il Piemonte. Siamo un settore vivo e che non si arrende: basti pensare che il 70% delle nostre aziende investe il 2% del fatturato in ricerca e sviluppo. Un segnale molto chiaro".

E molto resta da fare anche sul fronte della formazione: "Abbiamo già una scuola con percorsi post medie e post diploma, ma a settembre ne inaugureremo una seconda - racconta Sebastiano Cerullo, originario di Avigliana e direttore generale di FederLegnoArredo - . E puntiamo a creare altri centri, anche in Piemonte, dove qualcosa si muove già a livello di Università. Spesso, infatti, la scuola non forma quelle figure professionali che servono davvero alle aziende, che sono costrette a formare i propri uffici tecnici e così via. Invece, 18 ragazzi su 20 che completano i nostri percorsi trovano subito impiego".

redazione torinoggi

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