Tra le varie interpretazioni dell'arte, forse, quella più capace di veicolare in modo leggero ma penetrante i concetti di fratellanza, uguaglianza e vicinanza solidale è la musica: basti pensare a fenomeni mediatici come le "reunion" tra diverse star del settore che hanno portato alla nascita di brani immortali come We Are The World (o, a livello nazionale, Domani), oppure al ruolo fondamentale che il canto e le musiche della tradizione africana hanno assunto sin da subito nel periodo della schiavitù in America.
Esiste una band, nella nostra provincia di Cuneo, che fa della multiculturalità un vero e proprio concetto cardine sia nella forma della propria formazione che nella sostanza dei propri testi e delle proprie musiche. Sono i Saber Systèm, formati dai giovanissimi (hanno tutti tra i 18 e i 20 anni) Antonio Rapa, Fatima Camara, Linda e Leila Oggero, Anna Cavallera, Maddalena Giuso, Maria Vittoria Giraudo e Beatrice Conta; attivi ormai da qualche anno, uniscono nelle loro produzioni la musica tradizionale occitana, mutuata dal conosciutissimo gruppo dei Gai Sabèr (di cui sono, in una cert'ottica, evoluzione moderna), quella elettronica e quella di matrice africana, specialmente degli stati del centro-ovest.
Oggi, venerdì 20 ottobre, esce ufficialmente "Nuevo Mundo", l'ultimo lavoro del gruppo, che è stato presentato al pubblico il 4 novembre al Rock Buddha Pub di Mondovì. Ma il disco è stato preceduto dalla pubblicazione del simbolo "Saber Decalé", un vero e proprio inno all'accoglienza, diventato letteralmente virale con 270 mila visualizzazioni su YouTube, più di 5 mila likes e 2400 condivisioni (con ottimo riscontro, tra l'altro, proprio nei paesi africani come Costa d'Avorio, Senegal e Mali, e anche in Francia).
Proprio in vista dell'uscita del disco, abbiamo fatto quattro chiacchiere con i ragazzi:
- Partiamo dal presente. Il video di Saber Décalé sta raccogliendo una gran quantità di successi: come state vivendo queste settimane?
Il successo di Saber Décalé è stata una grandissima soddisfazione per tutti noi, non ci aspettavamo un successo così plateale soprattutto in così poco tempo! È stata una sopresa che ci ha fatto capire che la strada giusta è proprio quella che stiamo percorrendo, insomma, è stata una conferma.
Questi giorni li stiamo vivendo in totale serenità e felicita per i risultati raggiunti e altrettanto in ansia per la data del 4 Novembre nella quale presenteremo live Nuevo Mundo al Rock Buddha Pub di Mondovi!
- Parlateci un po' di voi, ragazzi. Chi sono i Saber Sistèm?
Siamo un gruppo di giovani ragazzi, principalmente di Peveragno, ma due componenti del gruppo sono di Cuneo. Siamo sempre stati tutti amici, vivendo nello stesso paese è facile vedersi e incontrarsi ed è così che abbiamo deciso di formare un gruppo, sotto spinta dei nostri genitori che ci ci hanno sempre supportato.
- Grazie alla vicinanza con i vostri "padrini", i Gai Saber, siete da sempre stati a stretto contatto con il mondo musicale. Come e quanto siete stati influenzati dalle loro produzioni?
I Gai Saber ci hanno da sempre influenzati. Fin da piccolini siamo stati coinvolti nella loro musica e nelle loro passioni: Alex Rapa aveva iniziato a darci qualche dritta mentre noi, amatorialmente, cercavamo di creare già un gruppo. Man man siamo cresciuti, sia in età che musicalmente, il gruppo ha subito cambiamenti interni e abbiamo iniziato a seguire i Gai saber nei loro concerti, fino ad arrivare a suonare sugli stessi palchi. Molto di tutto quello che abbiamo fatto fino ad ora è da riconoscere a loro e alla loro influenza.
- E nonostante tutto siete riusciti a costruirvi un'identità vostra, fondendo la musica occitana con quella africana con quella elettronica. Come mai questa scelta?
La nostra musica è riuscita ad acquisire questa unicità grazie alla mescolanza dei nostri caratteri e delle nostre passioni. L’impronta africana deriva in particolare dalla nostra cantante della Costa d’Avorio Fatima Camara, ma soprattutto dall’amore incondizionato verso questa terra del nostro frontman Antonio Rapa.
L’idea di unire la nostra musica a quella elettronica è nata molti anni fa, dalla necessità di modernizzare e rinnovare un genere delle nostre valli che ormai tende a scomparire e ad essere sottovalutato.
- Credo che qualunque espressione artistica guadagni dalla presenza di un qualche significato forte. E di certo, far uscire un disco dal titolo "Nuevo Mundo" oggi, significato ce l'ha: dico bene?
Attraverso la musica esprimiamo il nostro concetto di Nuovo Mundo: un mondo senza discriminazione, un mondo multiculturale, un mondo in cui non esistano le ingiustizie, un mondo nuovo in cui non vi siano guerre e violenza ma solo pace, libertà e fratellanza.
Un mondo in cui ogni individuo possa vivere secondo i proprio principi senza che l’altro contesti, un mondo in cui tutte le culture possano amalgamarsi l’una con l’altra senza preoccupazioni. Quasi un’utopia ma alla quale noi ci crediamo profondamente.
Poniamo speranza e fiducia nella giovane generazione, nella nostra e in quella dopo che verrà, che saranno in grado di portare avanti il nostro progetto senza guerre, discriminazioni, violenza. È appunto un'utopia a cui noi crediamo e ci divertiamo a darle voce e suono!


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