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Attualità | 25 luglio 2018, 20:16

Il Piemonte e la Granda piacciono ai turisti, Fabrizio Saccato: "Le nostre valli sono isolate ma anche tutte da scoprire"

Il presidente provinciali della Fiaip ha aggiunto: "La politica territoriale gioca un ruolo cruciale per l’attrattiva di queste aree. Grazie a slow food, alla denominazione della zona del Barolo patrimonio Unesco, il turismo estero degli ultimi anni ha avuto una marcia in più"

Il Piemonte e la Granda piacciono ai turisti, Fabrizio Saccato: "Le nostre valli sono isolate ma anche tutte da scoprire"

Gli stranieri scelgono sempre più spesso il Piemonte per soggiornare o comprare casa.

Lo straniero - commenta il presidente di Fiaip Piemonte Paolo Papi - lo straniero vuole immergersi nella cultura italiana, vivere in dimore storiche estremamente rappresentative del territorio in cui si trovano: case da sogno, insomma, e ville con viste mozzafiato.

La vasta provincia di Cuneo si differenzia in due macro zone con due tipologie turistiche diverse. La prima cintura cuneese richiama, per la sua vicinanza alla Francia, molti turisti da Oltralpe, e le Langhe che invece sono ben più conosciute e vantano un ventaglio di turisti più ampio sia in termini di afflusso sia per tipo di nazionalità: svizzeri, tedeschi e ultimamente anche olandesi e russi. A stupire sono però i cinesi che puntano a fare affari in zona comprando interi castelli da convertire in strutture ricettive.

La politica territoriale gioca un ruolo cruciale per l’attrattiva di queste aree. Grazie a slow food, alla denominazione della zona del Barolo patrimonio Unesco, il turismo estero degli ultimi anni ha avuto una marcia in più - spiega Fabrizio Saccato, vice presidente provinciale Fiaip Cuneo - . Uniche due pecche della provincia sono l’autostrada Asti-Cuneo che terminando a Cherasco, di fatto è un’opera incompleta, e il tunnel del Tenda che porta enormi rallentamenti al transito. Le vallate del cuneese si trovano così isolate e a livello turistico restano tutte da scoprire. Si avvicinano maggiormente francesi, svizzeri, chi è più vicino ai nostri confini.

La percentuale delle compravendite concluse con stranieri, nell’area montana è molto bassa, tra il 5 e l’8%. Il discorso cambia invece per le Langhe, dove la percentuale, comunque contenuta, puòraggiungere il 15%. La tendenza delle locazione invece cambia nettamente. “Un tempo era assente l’offerta di alloggi ad uso vacanze, mentre in questi ultimi anni si è visto un fiorire di Bed and Breakfast e di appartamenti dati in affitto che hanno favorito l’arrivo dei turisti anche dall’estero”, aggiunge Saccato.

Nelle zone di maggiore interesse, come l’albese, centro delle Langhe, la percentuale delle locazioni a stranieri sale anche al 60 o 70 % e raggiunge picchi tra l’80 e il 90% nella stagione autunnale del tartufo.

Negli anni anche i piccoli proprietari si sono orientati a questo mercato, attrezzando le strutture eoffrendo molti servizi, come le navette per il trasporto o le bici elettriche, utili per esplorare il territorio circostante. Se negli anni passati il mercato immobiliare non era particolarmente movimentato dalla richiestadall’estero, quest’anno al contrario è emersa una nuova corrente dall’estero, quella cinese.

Gruppi di cinesi sono interessati perlopiù al business delle Langhe – spiega il vice presidente Fiaip Cuneo - e investono comprando rustici o castelli, un tempo nobiliari, per creare grandi alberghi con l’obiettivo di invitare i propri connazionali e offrire un servizio completo dal soggiorno, alle degustazioni e al vino.

Ci sono ben due castelli in vendita con ampi terreni e vigneti su cui hanno messo gli occhi, che si aggirano tra i 20 e i 24 milioni di euro. Anche qualche russo e tedesco, appassionato di vino, si muove nella zona del Barolo, cercando cantine con metrature importanti e terreni circostanti, le cifre in questi casi si aggirano intorno al milione e il milione e mezzo.

cinzia gatti

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