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| 01 ottobre 2018, 15:00

"Sindaco, salvi il monastero di San Biagio": l'accorato appello di Clelia Ruffinengo durante il Consiglio comunale di Mondovì

La donna, presidente dell'associazione "Comunità del Monastero di San Biagio", ha riportato l'attenzione degli amministratori sulla delicata questione che da mesi assilla le Oblate monregalesi

"Sindaco, salvi il monastero di San Biagio": l'accorato appello di Clelia Ruffinengo durante il Consiglio comunale di Mondovì

"Chiedo a questo Consiglio se fosse possibile prendere in considerazione il nostro allarme, poiché c'è la preoccupazione che il monastero debba chiudere". L'accorato appello, che fa seguito a quello diffuso mesi fa via social, è giunto nel corso dell'ultimo Consiglio comunale di Mondovì da Clelia Ruffinengo, presidente dell'associazione "Comunità del Monastero di San Biagio", realtà millenaria del Monregalese che rischia seriamente di scomparire.

"Nulla ancora di definitivo", precisavano poco tempo fa dalla diocesi, ma lo scenario che si delinea all'orizzonte, e di cui avevamo dato notizia su queste colonne già a inizio febbraio, lascia ben poche speranze: troppo costoso, anche per l'ente proprietario (il Centro di Spiritualità di Mondovì), il risanamento dei danni strutturali causati da una scossa di terremoto nel 2014 e da un allagamento risalente allo scorso 26 dicembre 2017.  

Così, le Oblate che vi risiedono, stanno abituandosi all'idea di un trasloco imminente: "Si presenta la necessità di lasciare questo monastero per portare le nostre esperienze e continuare il nostro servizio là dove lo Spirito Santo ci indicherà nella parola dei vescovi e dei tanti amici. Siamo Oblate secolari del monastero della Novalesa dei Santissimi Pietro e Andrea, della Congregazione Benedettina Sublacense-Cassinese, del quale è priore conventuale don Paolo Maria Gionta. Siamo in cerca di un posto capace di consentire alla nostra vita monastica di mantenere fermi i punti essenziali: perseguire un genere di vita improntato alla ricerca di Dio; al culto liturgico e della 'lectio divina'; alla comunione fraterna in particolare nella specifica forma del dialogo ecumenico e inter-religioso con incontri e momenti di riflessione; nell'accoglienza di chi è alla ricerca di Dio o semplicemente desideroso di trovare un senso per la propria vita (ispirandoci alla Madonna della Fiducia tanto cara a padre Guala); al lavoro, che attualmente si articola nei laboratori di iconografia e arti manuali, nella ceramica, nella cura delle api e di piccole coltivazioni e nell'editoria".

Il Comune, per bocca del vicesindaco, Luca Olivieri, si schiera dalla parte delle suore monregalesi: "Sono colpito dalla situazione di San Biagio, monastero a cui sono davvero legato - ha affermato -. Possiede un bellissimo museo di iconoplastica. L'amministrazione municipale può provare a tirare le fila, ricontattando gli enti che possono mettere a disposizione il loro supporto. Ce la metterò tutta per salvare San Biagio".

Alessandro Nidi

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