“Una situazione kafkiana”. Così l’assessore albese alle Finanze Luigi Garassino si esprime sui possibili effetti per la nostra città di una notizia passata sotto silenzio in questi giorni su Tv e giornali, ma che non è certamente sfuggita a quanti tengono i cordoni della borsa nei circa 8mila Comuni italiani.
La novità è tutta in una circolare con la quale – "con un tempismo discutibile", secondo lo stesso assessore –, il Ministero dell’Economia e Finanze ha recepito il disposto delle due sentenze (novembre 2017 e luglio 2018) con le quali la Corte Costituzionale ha messo in discussione i termini del cosiddetto “patto di stabilità interno”, meccanismo introdotto in Italia nel 2010 per mettere un freno alla spesa degli enti locali.
Una misura condivisibile nella ratio, ma intrinsecamente ingiusta – ci si è lamentati per anni da Piazza Duomo. Giacché, invece che premiare, penalizza quegli enti che, come il Comune langarolo, più che debiti sono soliti collezionare generosi avanzi di amministrazione. L’ultimo della lunga serie fatta registrare negli anni dalle Giunte Marello (esercizio 2017) parla infatti di circa 10.5 milioni di euro di avanzo reale, a fronte di una cassa da ben 17.5 milioni.
Di questi, 3.5 milioni sono stati “applicati” all’esercizio in corso, per cui – rimossi dalla suddetta circolare i limiti alla spesa non espressamente autorizzata (di pochi giorni fa l’ok della Regione a investire 700mila euro in quattro nuovi interventi) – per il Municipio di piazza Duomo si è aperta un’inaspettata finestra da ben 7 milioni di euro.
Come in ogni storia italiana che si rispetti a un certo punto c’è un “però”, che in questo caso riguarda i tempi disponibili per cogliere la ghiotta opportunità: chi volesse approfittare dell’apertura di via XX Settembre deve infatti farlo con progetti che, entro il termine di fine anno, siano giunti almeno alla gara d’appalto.
Una corsa contro il tempo, insomma. E anche una mezza barzelletta, ancora secondo l’assessore, che però un pensierino a qualche investimento extra da istruire entro la fine dell’anno ce lo sto facendo. Su cosa in particolare, al momento non è dato sapere, “perché veramente in questi giorni non abbiamo ancora avuto il tempo materiale di confrontarci sul tema”, aggiunge Garassino.
Meglio tardi che mai, è alla fine il giudizio dell’assessore, che comunque non nasconde un certo rammarico per una misura arrivata fuori tempo massimo: “Per anni abbiamo insistito, sia attraverso l’Anci e anche in modo diretto con parlamentari e addirittura con ministri, per arrivare a questo risultato. Sembrava che quelli del ‘patto’ fossero limiti invalicabili. E non sono bastate nemmeno le due sentenze della Corte, visto che per ripristinare quello che è un diritto sacrosanto, che gli enti locali possono utilizzare risorse reali di cui dispongono, si è dovuto attendere un provvedimento peraltro emesso in forma di semplice circolare. Vedremo cosa succederà”.
Ma se per questo esercizio è probabilmente ormai tardi, la rimozione dei vincoli dovrebbe comunque valere per i prossimi, tanto che il Governo Conte pensa a farne oggetto del Def in questi giorni allo studio. “Noi immaginiamo che sia punto di non ritorno – aggiunge sul punto Garassino –. Poi però ci vuole cautela. Questa misura aveva una sua ragion d’essere, non vorrei dovessimo tornare un domani alle misure lacrime e sangue del Governo Monti”.
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