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Attualità | 30 novembre 2018, 12:47

A cento anni dalla Grande Guerra la celebrazione alternativa della Alba non violenta

Domenica corteo e dibattito per la manifestazione promossa da Movimento Nonviolento e Ufficio della Pace. In piazza Rossetti il restaurato monumento ai caduti realizzato nel 1977 da Gino Scarsi

A cento anni dalla Grande Guerra la celebrazione alternativa della Alba non violenta

"1918-2018: contro tutte le guerre": questo il titolo della celebrazione alternativa dei cento anni dalla Grande Guerra organizzata per questa domenica, 2 dicembre, dal Movimento Noviolento Alba-Piemonte e dall’Ufficio per la Pace del Comune di Alba.


La manifestazione avrà inizio alle ore 15, in piazza Rossetti, dove verrà esporto il restaurato "Monumento ai caduti e dispersi delle ultime guerre" realizzato nel 1977 dall’artista e attivista canalese Gino Scarsi. Insieme all’autore dell'opera interverranno il sindaco albese Maurizio Marello e il primo cittadino di Acri (Cosenza), dove lo stesso monumento è destinato.


Alle ore 16 è poi previsto un corteo che percorrà via Vittorio Emanuele, seguito alle 16.15 da un incontro pubblico in Sala Vittorio Riolfo, sul tema "Testimonianze e azioni locali di opposizione alla Grande Guerra".


Previsti interventi del gruppo Donne in Nero ("Le donne nei movimenti contro le guerre di ieri e di oggi"), di Beppe Marasso ("Obiezione di cosscienza e servizio civile, un'alternativa alla difesa armata") e del presidente nazionale Movimento Nonviolento Massimo Valpiana ("Superare l'idea di nemico e di straniero per un no convinto a militarismo e guerre").
 Gli interventi saranno intercalati da letture e canzoni sul tema; il "Betti Zambruno Trio" (Betti Zambruno, Piercarlo Cardinali, Giampiero Malfatto) interpreterà canti tratti dal libro di Franco Castelli "Al rombo del cannon".

IL MESSAGGIO DEGLI ORGANIZZATORI
"Grande parlare si è fatto nell’ultimo anno della guerra ’15-’18, e molte e partecipate sono state le manifestazioni per ricordare un evento che ha segnato intere generazioni e che ancora è vissuto dopo cento anni come una ferita aperta, (vedi le innumerevoli pubblicazioni uscite sul tema). Se da una parte  le varie commemorazioni hanno dismesso i toni trionfalistici e patriottici che avevano finora tenuto banco, ancora si indugia sovente ad avvolgere quella guerra in una aura di sacralità e romanticismo, e su questo avvolgere il sacrificio e l’eroismo dei soldati, piuttosto che raccontare la nuda verità storica ...

Questa manifestazione prova a ribadire proprio questa verità: quel conflitto non fu un cataclisma piovuto dal cielo. Infatti, nonostante il governo e la stragrande maggioranza degli italiani fosse decisamente contraria, una  minoranza di interventisti guerrafondai con a capo il Re, impose al Parlamento di votare l’entrata in guerra. Fu una “inutile strage” che provocò 700.000 morti e un milione di invalidi e mutilati di guerra.



Questa manifestazione presenta un monumento “diverso” che disonora la guerra e onora i caduti, anche quelli giustiziati dal fuoco amico perché renitenti o disertori, rappresentandoli come vittime e non eroi: Non vollero la guerra e la fecero. Non vollero le ferite e ne furono straziati. Non vollero la morte e l’ebbero.   



Questa manifestazione è contro tutte le guerre, ovviamente a quelle in cui siamo stati coinvolti dal fascismo, ma oggi particolarmente contro quelle attuali feroci e sanguinarie combattute in molti Stati del mondo.



Questa manifestazione è perché si tolga il nostro consenso interessato alla loro preparazione con la vendita di armi, rendendo finalmente attuale l’Art. 11 della Costituzione che ripudia la guerra come offesa ad altri popoli, perché si sostenga la diffusione di coscienze e pratiche pacifiste e nonviolente a tutti i livelli con un rinnovato impegno per il disarmo.



La schiavitù fu abolita quando la percezione di un uomo in catene risultò intollerabile alla maggioranza degli umani. Occorre lavorare insieme per superare l’idea del nemico e rendere la guerra intollerabile sempre e dovunque.
La costruzione di un mondo in cui sia abolita la guerra è il migliore dei traguardi in assoluto che in questo momento storico possiamo raggiungere".

Redazione

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