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Politica | 19 dicembre 2018, 19:32

Costa: “La legge “spazzacorrotti non spazzerà via nessuno, solo renderà i processi infiniti”

Durissimo l’attacco al Governo del responsabile Giustizia di Forza Italia che contesta aspramente la nuova norma voluta dai 5 Stelle. “Una legge – commenta il deputato forzista monregalese - forcaiola, illiberale e inefficace”

Enrico Costa

Enrico Costa

A Forza Italia proprio non piace la legge cosiddetta “spazzacorrotti”, che il Movimento 5 Stelle ascrive a sé come uno dei principali risultati ottenuti dal momento dell’avvio del “contratto” con la Lega.

Silvio Berlusconi ha rilasciato dichiarazioni di fuoco alle agenzie contro i 5 Stelle e non da meno ha fatto Enrico Costa, intervenuto ieri in aula durante il dibattito, in quanto responsabile Giustizia di Forza Italia. “Si tratta – commenta Costa – di una legge incostituzionale, forcaiola, illiberale, inefficace. Uno “spazzacorrotti” che non spazzerà nessun corrotto, ma renderà i processi infiniti. Un autogol per chi, in maggioranza, aveva definito la legge una "bomba atomica" sul processo penale. Una riforma illiberale – aggiunge - che non spende una parola sulla lotta alla burocrazia, vera causa del malaffare e della corruzione. Dove c’è burocrazia tutto è complicato ed il cittadino è un suddito perché non è in grado di orientarsi, di comprendere, di esercitare il suo controllo sugli atti della pubblica amministrazione. Allora – osserva ancora l’esponente forzista - il pubblico ufficiale diventa il dominus, si crea una disparità di posizioni senza alcun controllo. Dove c’è burocrazia gli iter sono tortuosi, complessi ed incomprensibili; dove c’è burocrazia chi è più forte calpesta il più debole”.

Ma il giudizio di Costa va oltre e punta dritto al Guardasigilli. “Dove c'è burocrazia – afferma - si può annidare il malaffare. Questo Governo aveva promesso di cancellare 400 leggi, ma non ha mantenuto la promessa. E’ molto più semplice, ma assolutamente inutile, anzi dannoso, allungare la prescrizione, inventarsi l’agente provocatore, agitare le manette: fa notizia, ma non risolve un bel niente. Il Ministro Bonafede, che accusa gli "azzeccagarbugli" di rallentare i processi per ottenere la prescrizione – annota - , parla per slogan, ma non studia i numeri. Altrimenti saprebbe che oltre il 60% delle prescrizioni interviene durante le indagini preliminari, quando la difesa non tocca palla. Visto che afferma di visitare quotidianamente i Tribunali, probabilmente si limita ad inutili passeggiate, perché se studiasse i numeri il Ministro saprebbe che la percentuale di prescrizioni varia da Tribunale a Tribunale, da Corte d'Appello a Corte d'Appello. Secondo gli ultimi dati disponibili, visto che il Ministero non ha comunicato i dati più recenti alle Commissioni parlamentari, il record spettava a Torino con 34,3% di prescrizioni, poi Parma (31,9), Spoleto (25,1), Venezia 23,7), mentre a Bolzano si registrava il record opposto (0,4%), davanti a Cuneo (1,6%). Questa disomogeneità – prosegue - dimostra che la vera causa delle prescrizioni è data da ragioni organizzative, e un mero allungamento dei tempi non risolve nulla, salvo mettere sullo stesso piano chi si impegna e chi dorme.  I tempi dei processi – rileva ancora il deputato monregalese - si allungheranno a dismisura, ma il Governo a quanto pare se ne infischia del fatto che le nostre carceri sono piene di detenuti in attesa di giudizio e che dal 1992 ad oggi quasi 30.000 persone ha ottenuto la riparazione per giusta detenzione essendo stata arrestata ingiustamente. Che se ne fanno queste persone di un risarcimento dopo 20 anni?  Il Ministro – conclude Costa - faccia correre i processi, invece di inventarsi una norma per creare processi lumaca e cancellare le colpe di chi queste lentezze le ha create”.

GpT

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