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Ambiente e Natura | 03 aprile 2019, 07:30

L’accessibilità alla Grotta di Rio Martino di Crissolo diventa un “caso”: il Comune ne dispone l’apertura, il Parco del Monviso la richiude

Il 1 aprile l’Amministrazione comunale ha fatto riaprire i cancelli. Ma una determina del direttore del Parco (arrivata in Municipio solo il 2 aprile) dispone la chiusura del sito. Il sindaco Re: “La Grotta porta introiti economici in paese. Vogliono farci morire tutti? Prima o poi si prenderanno anche il Monviso…”

La Grotta di Rio Martino

La Grotta di Rio Martino

L’apertura della Grotta di Rio Martino, Sito speleo di interesse comunitario nel comune di Crissolo, diventa un “caso”.

Da un lato, infatti, v’è il Comune, che, come tutti gli anni, ha disposto l’apertura dei cancelli che – da novembre a marzo (compresi) impediscono ai visitatori di entrare nella cavità, onde permettere il letargo delle sette specie di chirotteri censite.

Dall’altro, invece, il Parco del Monviso che, con una determina a firma del direttore Massimo Grisoli, ha disposto “la proroga della chiusura al pubblico dell’accesso alla grotta di Rio Martino, in prima istanza, fino a tutto il 30 aprile”.

Quel “prima istanza” sta a significare che il periodo di chiusura del sito potrebbe essere soggetto a ulteriori prolungamenti.

Diversi i motivi – addotti dal Parco - alla base del provvedimento.

In prima battuta si parla di un periodo prolungato del letargo del genere Myotis, a causa dell’inverno particolarmente mite e dell’assenza di copertura nevosa all’esterno della grotta: “La presenza umana – rende noto l’Ente Parco - potrebbe arrecare un disturbo così grave da provocarne il risveglio anticipato, circostanza che potrebbe essere loro fatale”

Inoltre, all’interno della grotta i ricercatori hanno appurato la presenza di un fungo patogeno, il Pseudogymnoascus destructans, che necessita di ulteriori approfondimenti conoscitivi, “circa gli effetti sui chirotteri della grotta”.

Il fungo – spiegano dal Parco - è l’agente eziologico della White-nose syndrome, la sindrome del naso bianco, una malattia che colpisce esclusivamente i pipistrelli e che ha causato una notevole mortalità nelle colonie dell’America settentrionale: è necessario quindi verificare se il fungo abbia conseguenze significative sui chirotteri della Grotta di Rio Martino, che rappresenta il primo sito in cui ne è stata accertata la presenza in Italia, nonché se esso sia presente in altri siti ipogei.  

Questa malattia non colpisce l’uomo né altri animali, ma la visita di cavità sotterranee dove è presente il fungo potrebbe contribuire alla sua diffusione: le spore possono infatti aderire a calzature, abbigliamento o altri oggetti che siano entrati a contatto con terreno o pareti e svilupparsi, se trasportate in altri siti sotterranei idonei”.

Infine c’è lo stato delle protezioni installate fuori e dentro la grotta. “Dopo un sopralluogo con il responsabile tecnico del Comune, è stata appurata la necessità di eliminare i resti delle staccionate presenti, sostituendole, a delimitazione dell’area di accoglienza all’ingresso della grotta, di provvedere al controllo e al rinsaldamento degli elementi di fissaggio e ancoraggio delle passerelle e di valutare l’opportunità di rimozione dei resti delle vecchie passerelle dimesse”.

Tre, dunque, le cause del prolungamento del periodo di chiusura della grotta.

Nella determina del direttore Grisoli viene specificato che “gli interventi di manutenzione straordinaria sarebbero stati a cura del Comune, in accordo con il Parco, prima della riapertura della Grotta”.

Lo stesso Comune, con una nota del 20 marzo scorso, si è dichiarato contrario al prolungamento della chiusura della grotta: “L’Amministrazione – precisa Grisoli – ha fatto riferimento solo alla problematica della presenza del fungo patogeno, quindi ad una delle tre ragioni che motivano il provvedimento”.

Il Comune – sottolinea fermamente il sindaco Fabrizio Renon ha mai ricevuto la determina di proroga del periodo di chiusura della Grotta di Rio Martino. L’atto è stato inviato a Palazzo il 2 aprile, quando noi, come da accordi il giorno prima abbiamo aperto i cancelli.

Oggi (3 aprile: ndr) chiuderemo di nuovo i cancelli, come da determina del Parco, fino a data da destinarsi. È strano, perché sabato scorso (30 marzo: ndr) ho sentito telefonicamente il presidente del Parco Gianfranco Marengo e non mi ha anticipato nulla di tutto ciò.

Rispetto il lavoro del Parco, ma non condivido assolutamente le modalità che hanno portato al prolungamento della chiusura del Rio Martino. Stiamo un po’ esagerando: con tutti i problemi che abbiamo ci preoccupiamo del pipistrello con la sindrome del ‘naso bianco’.

Cosa faremo ora? Terremo la grotta chiusa per sempre? La teniamo già chiusa per cinque mesi l’anno, e ad ogni riapertura sentiamo una scusa nuova.

Stiamo parlando di un’attività che porta in paese introiti economici, vogliono farci morire tutti?

Prima o poi si prenderanno anche il Monviso…

Nicolò Bertola

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