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Attualità | 07 maggio 2019, 11:24

Un pezzo della storia industriale albese rivive nella nuova Piazza Miroglio

Le colorate stampe uscite dagli archivi del gruppo tessile per la cerimonia d’intitolazione dello spazio che ora ricorda gli industriali Carlo e Franco

Lo scoprimento della targa che ricorda Carlo e Franco Miroglio

Lo scoprimento della targa che ricorda Carlo e Franco Miroglio

Una piazza vestita a festa, con gli sfavillanti motivi delle stampe uscite dagli archivi del gruppo tessile albese a farle da colorata scenografia.
Questo il contorno che nel pomeriggio di domenica 5 maggio ha accompagnato la cerimonia di intitolazione di uno spazio – quello alle spalle del duomo cittadino – finora conosciuto dagli albesi come parte della piazza Rossetti (Pietro e Sebastiano, benefattori) e che ora ricorderà loro la vicenda umana e imprenditoriale degli industriali Carlo e Franco Miroglio, fautori dello sviluppo industriale che ha fatto della multinazionale tessile fondata dal padre Giuseppe uno dei principali motori dell’importante sviluppo economico conosciuto dalla capitale delle Langhe dal secondo Dopoguerra a oggi.

"Le origini di Miroglio sono qui, in un piccolo negozio di famiglia che nel corso di oltre un secolo è diventato un gruppo internazionale. Ancora oggi ad Alba ha sede il quartier generale e una produzione continua di idee, strategie e progetti che fanno il giro del mondo. La fedeltà a una cultura fatta di concretezza, umiltà, passione", si è ricordato nel corso della cerimonia, celebrata da un palco al cui allestimento – come per quello di tutta la piazza – hanno lavorato molte maestranze dell’azienda: stampatori, sarti, tecnici di produzione, addetti alla manutenzione.

Il negozio era quello che il fondatore Giuseppe avviò oltre 70 anni fa, affacciato sulla vicina piazza del Duomo. Pochi metri più in là, alle spalle della cattedrale, nel giro di una manciata di anni venne avviato il primo laboratorio tessile, mentre sull’altro lato di quello stesso spazio insisteva la casa che ai fratelli Miroglio aveva dato i natali e che ora ne ricorda l'estro imprenditoriale.

"Due caratteri diversi, che insieme hanno che insieme hanno dato vita a qualcosa a qualcosa di davvero unico", hanno ricordato gli eredi, riconoscenti per l’omaggio voluto dall’Amministrazione cittadina. Giuseppe, oggi vicepresidente del gruppo, con le sorella Elena ed Elisa, figli di Carlo (1922-2015), che in questo fortunato sodalizio familiare era riconosciuto come l’uomo dell’amministrazione, della finanza e della strategia, "forte di un grande equilibrio e di un metodo di lavoro rigoroso". E al loro fianco Franco e Marta, nipoti di Franco (1924-2008), che tra i due viene oggi ricordato come la figura più orientata allo sviluppo anche grazie "al suo estro e alla sua indole commerciale, sempre rivolta al massimo risultato".

"Un giusto tributo cui io personalmente e tutta la Giunta tenevamo molto", ha ribadito il sindaco Maurizio Marello, rievocando l’immagine di questi due protagonisti della primavera industriale vissuta dalla capitale delle Langhe nel secondo Dopoguerra, per i loro meriti già premiati con la medaglia d’oro della Città rispettivamente nel 2002 e 2004, nella ricorrenza del loro ottantesimo genetliaco.

Ezio Massucco

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