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Politica | 27 settembre 2019, 07:04

Crosetto (FdI) sul taglio dei parlamentari: “Vi prego, fermiamoci a riflettere”

“L’assetto istituzionale, disegnato da uomini eccezionali – scrive in un Tweet – verrà cambiato da alcuni ragazzini per consentire al Parlamento di sopravvivere qualche anno in più”

Crosetto (FdI) sul taglio dei parlamentari: “Vi prego, fermiamoci a riflettere”

 

Guido Crosetto, numero due di Fratelli d’Italia, si chiede se davvero il taglio dei 315 parlamentari sventolato dai 5 Stelle come un’operazione di risparmio contro la “casta” sia la strada giusta.

Luigi Di Maio, capo politico del M5S, nonostante in questi giorni sia alle prese con forti malumori interni, considera la questione come fondamentale per la tenuta del governo giallo-rosso, tant’è che ha preteso la calendarizzazione del dibattito parlamentare a partire dal 7 ottobre.

Ma l’ex deputato di FdI nutre forti dubbi che ha voluto esternare via Twitter. “L’assetto istituzionale, disegnato da uomini eccezionali, verrà cambiato, sulla base della volontà di alcuni simpatici ragazzini – scrive -, per consentire al Parlamento di sopravvivere qualche anno in più. Vi prego, fermatevi a riflettere. Senza casacche, senza interesse personale".

Crosetto è un esponente politico che i gradini della carriera politica li ha percorsi tutti, partendo dalla sua Marene, di cui è stato sindaco per due mandati, così com’è stato consigliere provinciale, quando ancora faceva parte di Forza Italia nell’assemblea di corso Nizza.

E sono probabilmente proprio le sue radici cuneesi ad avergli fatto considerare i rischi che finora nessun altro parlamentare del territorio – per ragioni di opportunismo o di bottega – ha manifestato.

“ll Parlamento che scrisse la Costituzione – aggiunge Crosetto - aveva un livello di cultura e una visione non discutibili. E non c’entrano nulla la guerra, la sconfitta o la vittoria".

Considerazioni che, viste dalla provincia Granda, non fanno una grinza, visto che le realtà periferiche saranno sicuramente le più penalizzate.

Tra coloro che – in nome del populismo – auspicano la riduzione di deputati e senatori ci sarà qualcuno che ha considerato l’elemento della rappresentanza territoriale?

Con l’attuale sistema elettorale le candidature - e la verosimile o meno elezione, visto che non è possibile al cittadino-elettore esprimere preferenze - vengono decise dalle segreteria nazionali a Roma, in virtù più della fedeltà ai rispettivi capibastone che non sulla scorta di altri parametri.

Figuriamoci cosa non succederà quando ci sarà la riduzione!

Singolare che Di Maio, mentre chiede le forbici sul Parlamento, invochi contemporaneamente l’abolizione del vincolo di mandato, adesso che il suo Movimento, paladino della Costituzione e della democrazia diretta, gli sta scappando di mano.

Le valutazioni di Crosetto dicono, dopo l’infausta riforma delle Province – che sarebbe forse opportuno fermarsi un attimo a riflettere per considerare che la democrazia ha dei costi e che, con ogni probabilità, gli sprechi della politica vanno cercati altrove.

Non è la prima volta, di questi tempi, che la gatta frettolosa fa i gattini…ciechi.

 

Giampaolo Testa

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