Scadono lunedì 7 aprile i termini per la presentazione delle domande per il Consiglio generale della Fondazione Cassa di Risparmio di Savigliano.
È questo il primo passo, propedeutico all’elezione del nuovo presidente chiamato a subentrare a Sergio Soave, che – come da statuto - dopo due mandati consecutivi non è più rieleggibile.
I nomi che circolano da qualche tempo sono quelli di Francesco Villois, già presidente dell’Associazione Amici dell’ospedale Santissima Annunziata, dimessosi qualche tempo da consigliere comunale, e di Genziana Soffientini, vicepresidente uscente, già segretaria generale del Comune di Savigliano.
Nomi autorevoli, senza ombra di dubbio, che non sembrano però riuscire e mettere tutti d’accordo.
Ed ecco che nei “caminetti” (quelli che contano), qualcuno ha adombrato la possibilità di richiamare in servizio un veterano di lungo corso, un uomo che per quanto riguarda banche e fondazioni ha un curriculum lungo come una quaresima, Giovanni Quaglia.
Quaglia ha non solo un asse consolidato con Soave ma è proprio da Savigliano che ha iniziato la sua scalata al mondo della finanza piemontese come componente del Cda e del Comitato di Gestione della locale Cassa di Risparmio di Savigliano, incarico ricoperto dal 2002 al 2004 prima di prendere la strada per Torino.
Ora, dopo aver perso la presidenza della Fondazione CrTorino, alla soglia dei 78 anni, potrebbe ritornare laddove tutto era iniziato.
L’anagrafe non è un ostacolo perché nello statuto della Fondazione CrSavigliano non è previsto, come per altre fondazioni, il limite dei 75 anni.
Il curriculum meno che mai, perché è a prova di bomba e straccerebbe con distanze siderali, chiunque volesse competere.
Il problema è semmai capire quale tra gli enti designanti proporrà il suo nome.
Vive a Genola, paese che fa parte del territorio della fondazione, Comune in cui, giovanissimo, era stato sindaco, ragion per cui anche la necessaria conterraneità è assicurata.
Lunedì, scaduti i termini, verrà avviata l’istruttoria per verificare i curricula degli aspiranti ad un posto nel Consiglio generale. Solo allora si capirà se il suo nome risulterà nell’elenco.
Se così sarà – con buona dose di realismo – si potrà considerare che la partita per la presidenza si sarà incanalata per un suo ritorno sulla tolda di comando.
Se così non dovesse essere si sarà trattato di una suggestione dei “salotti buoni” destinata a restare tale e i giochi resteranno aperti fino a giugno, quando ci sarà l’elezione del Comitato di amministrazione e del presidente.















