Otto ore di sciopero a livello nazionale per i lavoratori dell’Auchan in tutta Italia. Anche nel punto vendita di Cuneo i dipendenti dell’iper di via Margarita da stamattina stanno presidiando l’ingresso dell’ipermercato consegnando volantini con scritto: “Il lavoro oltre le cose – Ancora nessuna garanzia occupazionale per i dipendenti Auchan e Sma. Conad ci deve risposte”.
E’ proprio il passaggio di proprietà tra Auchan e Conad il centro della vertenza.
Il Consorzio Nazionale Dettaglianti acquisirà 18 mila lavoratori Auchan in tutta Italia. Il procedimento è in fase di completamento in più di cento punti vendita. Ma fortemente contestato dalle parti sociali per i tagli annunciati nei mesi scorsi. Si parlava di 6mila esuberi su tutto lo stivale che nell’ultimo mese si sarebbero dimezzati assestandosi sui 3mila105.
Un ridimensionamento non sufficiente per le parti sociali e che non dà garanzie per il futuro occupazionale dei dipendenti Auchan.
“Il saldo zero è impossibile” – ha dichiarato l’A.D Conad Francesco Pugliese nei giorni scorsi – “Auchan perdeva 1,1 milioni al giorno.”
A Cuneo sono impiegate 146 persone direttamente assunte da Auchan senza contare i lavoratori operanti nel mondo dell’indotto (sicurezza e pulizie). Il 7 gennaio 2020 scatterà il passaggio alla Nuova Tirrena S.p.a., società controllata Conad.
Oltre alle garanzie occupazionali resta aperto il discorso concorrenziale. Con questa acquisizione Conad diventerebbe il primo operatore nazionale con una quota di mercato del 18,5%, con un incremento del 5,6% portato dall'acquisizione di Auchan. Dietro seguono Coop (13,8%), Selex (9,9%) ed Esselunga (9%). Ma con il passaggio Conad supererebbe in molte province la soglia del 25% di quota mercato, rendendo difficile la competitività per altre realtà. In alcuni territori questa percentuale sfiora il 65%. Sulla presenza nei vari territori della "nuova Conad" l’antritrust si esprimerà entro il 20 gennaio.
"In provincia di Cuneo Conad con Auchan avrebbe una percentuale che oscilla tra il 40-45%." – spiega Fabio Bove segretario Uiltucs Cuneo – “A livello nazionale la vertenza ha i numeri dell’Ilva di Taranto. Ma resta ai margini dell’attenzione mediatica.”
Anche a causa di queste vicende legate all’antitrust la data scelta per l’inaugurazione del nuovo punto programmata nel mese di gennaio è stata spostata in primavera, presumibilmente nel mese di aprile dove il centro dovrebbe chiudere per diversi giorni per garantire le operazioni di cambio società nel sito cuneese. La data dell’inaugurazione con “nuova insegna” è stata spostata ad aprile, quando l’antitrust si sarà pronunciato da tre mesi circa.
“Conad ha annunciato esuberi, ma non ha mai detto dove li farà” – ha dichiarato Ivan Infante della Filcams Cgil – “Ci vuole chiarezza. Cuneo è tra i punti attenzionati dall’antitrust. Non ci interessa quale sarà la proprietà, ma che garantisca un futuro occupazionale a questi lavoratori.”
“Tutto è molto vago” – afferma Enrico Solavaggione segretario provinciale Fisascat Cisl - “Continueremo con queste iniziative fino a quando non avremmo risposte. Siamo disponibili ad aprire un dialogo, ma sono necessarie risposte: rispetto al piano industriale, rispetto agli esuberi, rispetto ai livelli occupazionali, rispetto ai tagli delle metrature. Ma senza la chiarezza su questi punti diventa un dialogo tra sordi. ”
All’iniziativa indetta oggi nazionalmente e unitariamente da Cgil, Cisl e Uil in concomitanza con l’incontro al Mise seguirà un’iniziativa locale nei prossimi giorni, presumibilmente in concomitanza con l’8 gennaio, la data prevista per il passaggio di proprietà.
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