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Cronaca | 09 aprile 2020, 08:55

Mascherine vendute illegalmente, acquistate anche nel cuneese. Importatore cinese nei guai

Truffa da Coronavirus: L'uomo ha intascato 1 milione di euro. Tra le vittime anche la Protezione Civile di Caraglio. A scoprire l'illecita vendita è stata la Guardia di Finanza di Torino

Mascherine vendute illegalmente, acquistate anche nel cuneese. Importatore cinese nei guai

In pochi giorni ha importato illecitamente e immesso in commercio centinaia di migliaia di mascherine.

La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto il sistema organizzato da un imprenditore trentaseienne di origini cinesi, titolare di un’azienda con numerosi punti vendita nel capoluogo piemontese. Il negoziante, approfittando della situazione emergenziale legata alla diffusione del Coronavirus, ha importato dalla Cina diversi containers di mascherine fornendo alla dogana false dichiarazioni con il solo fine di garantirsi uno “svincolo” rapido delle merci e, soprattutto, di superare  eventuali operazioni di sequestro.

Le Fiamme Gialle hanno perquisito l’azienda coinvolta, dove hanno sequestrato oltre 20.000 mascherine filtranti per le quali, in sede di importazione, era stata falsamente indicata quale destinazione alcuni comuni della provincia di Cuneo: questi ultimi, successivamente, le avrebbero destinate alla popolazione tramite la Protezione Civile. Ad aggravare la posizione dell’imprenditore anche le diciture indicate sulla documentazione che accompagna la merce che, per sviare i controlli, riportavano la voce “capi d’abbigliamento” invece di articoli protettivi.

Effettivamente una modesta quantità è finita nel Cuneese a Caraglio, “capo fila” per altri comuni tra di loro consorziatisi per questa necessità; ma altre 400.000 mascherine sono state rivendute ad aziende e privati in totale spregio delle direttive in questo momento in vigore.

Le mascherine importate illegalmente dall’imprenditore cinese sono state rinvenute anche in un’impresa di Settimo Torinese. Qua i Finanzieri hanno sequestrato oltre 25.000 dispositivi dove sulle scatole era ben chiara l’indicazione di destinazione: “Ospedale di Varese”. Il titolare dell’azienda è stato denunciato per ricettazione.

E così in pochi giorni i furbetti del “Qualcosa da dichiarare?” hanno intascato circa 1 milione di euro frodando così lo Stato. Ora dovranno rispondere di una sequela di reati: contrabbando aggravato, falso in atto pubblico, ricettazione, frode in commercio. Oltre 45.000, per ora, le mascherine sequestrate dai Finanzieri. 

Le attività d’indagine sono state coordinate dalle Procure della Repubblica di Torino e Ivrea che consentiranno inoltre di procedere con le operazioni di requisizione, destinando così il materiale a contesti emergenziali attualmente in crisi.

Redazione

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