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Attualità | 14 maggio 2020, 16:25

Fase 2 del commercio piemontese: lunedì riaprono i negozi, buone notizie per parrucchieri e ristoratori

Si aspettano solo più i dati dei contagi di oggi e il confronto tra Regione e Governo: nelle prossime ore potrebbe arrivare il via libera con regole meno stringenti. "Ristorazione? Seguiamo il modello Emilia"

Fase 2 del commercio piemontese: lunedì riaprono i negozi, buone notizie per parrucchieri e ristoratori

Si intravede la luce in fondo al tunnel in cui, da ormai più di due mesi, è precipitato il commercio piemontese. Nella mattina di oggi infatti, dopo un flash mob in piazza Castello, associazioni di categoria e associazioni hanno incontrato in Regione Piemonte il presidente Alberto Cirio e una nutrita rappresentanza della Giunta, alla quale hanno portato richieste precise e malumori del territorio.

Il calendario delle aperture
L'incontro, durato circa un'ora e mezza, è servito al mondo del commercio a ribadire alcune perplessità legate alla ripartenza nella Fase 2, con le sue regole stringenti e molto spesso difficilmente applicabili, e a stabilire quelle che, Governo permettendo, saranno le date delle riaperture. Stando alle ultime indiscrezioni, si va verso una riapertura di tutti gli esercizi commerciali al dettaglio già da lunedì 18 maggio. Per quanto riguarda i parrucchieri e gli estetisti, si anticiperà la riapertura inizialmente fissata per il 1° giugno, puntando ad alzare nuovamente le saracinesche entro la prossima settimana, ma non lunedì. Un giorno non è stato stabilito, ma un punto di incontro potrebbe essere trovato per metà settimana.

Indicazioni precise dovrebbero arrivare già in serata, al termine dell'incontro tra Governo e Regioni: l'idea, visto che il anche il bollettino di oggi ha visto scendere ancora i contagi (155 i nuovi positivi, contro i 169 di ieri), è quella di portare al Governo le istanze del territorio. Siamo quindi ai dettagli, molto presto il commercio piemontese potrà ripartire. 

Le regole per la ristorazione
Le associazioni di categoria hanno poi consegnato al presidente Alberto Cirio un documento congiunto firmato da Confesercenti e Ascom per le linee guida della ristorazione. L'idea è quella di ispirarsi al "modello Emilia Romagna": responsabilizzazione del cliente per i comportamenti, comunicazione chiara delle misure di sicurezza da parte dell'esercente, nessuna autocertificazione e soprattutto non obbligatorietà a separare gli spazi con il plexiglas. Gli spazi dovranno essere comunque sanificati, i locali dotati di igienizzanti e gli operatori dotati di dispositivi di protezione individuale. 

Soddisfatto Fulvio Griffa, presidente di Fiepet-Confesercenti Torino: "E' stato un incontro positivo, c'è sintonia di fondo tra noi e Regione: ora aspettiamo il confronto con il Governo. Abbiamo proposto soluzioni concrete, attuabili: comprendo il parare degli scienziati, ma va ascoltato chi è nel settore da anni". "La Regione ha preso nota delle nostre indicazioni, è chiaro che servono dei cambiamenti per incentivare la ripartenza del commercio. Il nostro punto di vista è stato apprezzato, perché differente da quello di altri" spiega Vito Gioia, presidente di Federvie Piemonte, che ha richiesto un aiuto concreto sul credito d'imposta, oltre a presentare dubbi sul fatto che gli sgravi sugli affitti vengano applicati agli affittuari, piuttosto che ai locatori stessi. 

Sanificazioni, appello alla prudenza
Questione sanificazioni, in attesa della ripartenza: l'invito di Confesercenti è quello di aspettare le indicazioni inserite nel protocollo che verrà siglato nelle prossime ore. "Sarà tutto espresso nelle linee guida, ben venga dotarsi di mascherine e gel ma per la questione plexiglas aspetterei ad acquistarlo" afferma Griffa. Un invito alla prudenza che potrebbe nascondere una volontà precisa, quantomeno della Regione, di rinunciare a barriere architettoniche laddove non indispensabili.

Chi sposta la questione sui dpi è Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia: "Ci avviciniamo al 18 maggio e molti italiani non sanno ancora dove e come approvvigionarsi di mascherine e guanti. Quindi riaprire in sicurezza dipende non tanto dagli italiani, che hanno mostrato una responsabilità e una disciplina collettiva straordinarie, quanto da un governo ancora troppo addormentato".

Andrea Parisotto

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