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Al Direttore | 14 giugno 2020, 08:15

"Non vedo fisicamente mia madre 95enne dal 5 marzo se non attraverso un divisorio in plexiglass"

Ci scrive Ezio Concaro: "Dopo aver vissuto la guerra ora mia madre si sente abbandonata. Mi sono sentito un verme impossibilitato dal poterle dare un bacio una carezza "

Foto tratta dalla pagina Residenza Emanuele Tapparelli d'Azeglio

Foto tratta dalla pagina Residenza Emanuele Tapparelli d'Azeglio

Nessuno si sarebbe mai aspettato una cosa del genere ed ora dopo una fermata di alcuni mesi cerchiamo tutti di ripartire. Il Covid ci lascerà dei segni indimenticabili e tristi. Giustamente il Governo e la Sanità sono alla prese con l’economia, la disoccupazione che si espande sempre più, la ripresa delle scuole, il calcio, la movida e vengono trascurati gli anziani.

Già gli anziani coloro che finita la seconda guerra mondiale si sono tirati su le maniche da SOLI e hanno ricostruito l’Italia con il loro sudore e grazie anche a loro che siamo un popolo di risparmiatori mentre lo Stato al contrario continua ad aumentare il suo debito.

Mia madre 95 anni è al Tapparelli di Saluzzo e non la vedo dal 5 marzo giorno in cui la Struttura si è messa in isolamento. Ho ancora avuto la possibilità di vederla il 6 maggio, dopo due mesi, ma attraverso un divisorio di plexiglas presso l’entrata secondaria del parco.

E' stato molto traumatico anche per me lei che non la smetteva di piangere supplicandomi di portarla via e di entrare dentro. Mia sorella che vive a Como voleva una foto ma non mi sono sentito di farla, posso solo immaginare cosa sia passato nella testa di mia mamma, ricordi di  guerra al coprifuoco al sentirsi abbandonata da me rinchiusa in un padiglione dove non mi ha più visto abituata alla passeggiata quasi giornaliera nella struttura a braccetto. Mi sono sentito un verme impossibilitato dal poterle dare un bacio una carezza è andata via sconvolta e al telefono tutte le sere mi chiede: "Quando vieni a trovarmi."

E’ stato molto bello al televisore vedere dopo mesi le persone di Milano in treno che tornavano dai loro cari a Roma o a Napoli abbracciarsi e baciarsi. Della nostra sofferenza di non vedere i nostri genitori non si preoccupa nessuno.

Pensate a coloro sulle carrozzine o immobilizzati nei letti, durante il lockdown. Perfino i veterinari erano aperti. Giusto per carità, ma in questo paese che si definisce civile si pensa più agli animali che ai nostri anziani.

Capisco che le persone anziane sono quelle che sono più a rischio ma non per questo dobbiamo farne di tutte le strutture un caso come è successo in molte in Lombardia.

Considerato che la Regione Piemonte dovrebbe avere la mappatura di ogni singola Residenza per anziani domando agli organi preposti di valutare la riapertura dove il contagio non c'è stato con i dovuti accorgimenti.

Nella giornata di lunedì 25 maggio al passaggio delle frecce tricolori sopra a Torino ho visto delle foto impressionanti migliaia di persone alcuni con la mascherina ma moltissimi senza. Se ritornasse a zona rossa mia mamma non la vedrei ma più.

In ultimo un grande grazie a tutti i dipendenti del Tapparelli che in questi mesi mancando l’appoggio esterno di famigliari e volontari si sono trovati nelle condizioni di saltare riposi e ferie per garantire la normale assistenza alle persone anziane della struttura.

Ezio Concaro

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