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Cronaca | 17 giugno 2020, 08:42

“Diritti e case per i braccianti”: a Saluzzo indetto un presidio di protesta di fronte al Municipio. L’attenzione è altissima

La manifestazione avrà luogo domani, giovedì 18 giugno, a partire dalle ore 10. Iniziativa promossa da movimenti, organizzazioni sindacali di base ed antirazziste piemontesi. Ma circola una voce insistente in merito a possibili infiltrazioni di centri sociali torinesi

La manifestazione non autorizzata del 15 luglio 2019

La manifestazione non autorizzata del 15 luglio 2019

Domani, giovedì 18 giugno, alle ore 10, è prevista una manifestazione dei “migranti della frutta” di Saluzzo, di fronte al Municipio cittadino. L’iniziativa è stata annunciata sulla pagina Facebook “Enough is Enough – braccianti in lotta Saluzzo”, che riporta lo slogan “Diritti e case per i braccianti”.

Neanche ad un anno di distanza dalla rivolta del 15 luglio 2019, quando in 150, dopo ore di pioggia incessante, avevano chiesto un riparo, poi ottenuto con l'apertura del "Pala CRS", al Foro Boario.

11 mesi dopo, la protesta verte sempre sulle soluzioni alloggiative: l’anno scorso si lamentava che il PAS al Foro Boario non poteva accogliere tutti. Quest’anno, in piena pandemia, vengono meno tutte le soluzioni di accoglienza diffusa a Saluzzo e nei comuni limitrofi.

Ieri, in merito alla manifestazione di giovedì, sulla pagina "Enough is Enough" è comparso un lungo comunicato.

“Siamo braccianti agricoli, siamo lavoratori delle campagne di Saluzzo, siamo un movimento solidale. – l’esordio – Lottiamo per mettere fine al razzismo, allo sfruttamento, alla violenza della polizia”.

Segue poi un lungo passaggio sul video della morte di George Floyd, nel quale il “movimento” apre una digressione su razzismo e violenza poliziesca, sugli “omicidi razzisti che si sono moltiplicati negli ultimi 30 anni”, sugli “accordi con la Libia” che poco hanno a che vedere con la situazione di Saluzzo.

“Nel comparto agroalimentare della zona di Saluzzo ogni anno durante la stagione della raccolta noi lavoratori delle campagne, tutti immigrati, viviamo in condizioni pessime, tra accampamenti informali e soluzioni emergenziali di accoglienza del tutto inadeguate e fortemente limitative delle libertà di chi ci vive.

Quest’anno, a causa delle misure anti-coronavirus, non viene garantito nemmeno il progetto di accoglienza stagionale gestito in passato dal Comune, e per altro verso viene inviato l'esercito in modo da assicurarsi che non si creino accampamenti di fortuna.

Noi lavoratori, sul cui lavoro si regge la ricchissima economia locale, siamo costretti a dormire all’addiaccio nei parchi, senza doccia, e come se non bastasse con la polizia che ci ruba le coperte per motivi di decoro pubblico. E ovviamente con condizioni di lavoro tutt’altro che idilliache, stante che non vengono rispettati orari, paghe minime, e contributi previdenziali”.

Il “movimento” chiede “innanzitutto e immediatamente, strutture abitative adeguate, nel rispetto delle misure anti-covid, di cui peraltro il Governo si riempie la bocca ormai da anni, parlando di misure anticaporalato e di fine dei ghetti”.

Da queste premesse, la manifestazione di domani: “per pretendere un cambiamento immediato della condizione ingiusta che viviamo ogni giorno”.

L’obiettivo sarà incontrare il Prefetto di Cuneo, Giovanni Russo, il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni e i sindaci dei comuni limitrofi, le “associazioni padronali (Coldiretti e Confagricoltura) e il terzo settore”.

Sulla pagina Facebook dedicata all’evento viene garantito il “rispetto delle misure anti Covid: mascherine e distanziamento”.

Poi, gli slogan finali: “Casa per tutti, ghetti per nessuno! Basta razzismo, basta sfruttamento”.

Sui social network compare, tra le altre, anche il post de “Le famiglie dello Spazio popolare Neruda”, pagina riconducibile a “oltre 120 persone in emergenza abitativa che, non avendo avuto aiuto dal Comune di Torino, hanno scelto di occupare uno delle centinaia di immobili vuoti e ridargli vita”.

“A Saluzzo - si legge - la situazione è tragica: se negli altri anni i braccianti vivevano in accampamenti o strutture fatiscenti, quest'anno, per le misure anti-covid, non viene garantito nemmeno quello: centinaia di persone sono costrette a dormire all'addiaccio nei parchi. Senza un tetto quando piove. Senza una doccia dopo 8 ore di lavoro.

Il razzismo è il sistema di privilegi che permette atrocità come queste. Sul lavoro malpagato degli immigrati si basa la ricchezza di questo territorio, ma guai a pretendere casa e diritti minimi! Giovedì mattina saremo davanti al comune di Saluzzo per sostenere la lotta dei nostri fratelli”.

L’attenzione su quanto accadrà domani è massima. Circola infatti una voce insistente secondo la quale nella manifestazione, promossa da movimenti, alcune organizzazioni sindacali di base ed antirazziste piemontesi, pare potrebbero esservi infiltrazioni dei centri sociali torinesi.

Il sindaco: “Mai sottratti al confronto ed all’impegno, anche ben oltre le nostre competenze”

Nella serata di ieri è giunta la nota del sindaco della Città, Mauro Calderoni.

“Casa per tutti, Ghetti per nessuno.

È lo slogan che il 18 giugno condurrà lavoratori stagionali della frutta, alcune organizzazioni sindacali di base ed antirazziste piemontesi, davanti al Municipio di Saluzzo.

Saluzzo torna quindi al centro dell’attenzione mediatica, non certo perché un piccolo comune sia l’interlocutore in grado di coinvolgere tutti i soggetti sollecitati o capace di dare risposte esaustive ad una vicenda tanto complessa.

Saluzzo è ormai un simbolo e noi, d’altro canto, non ci siamo mai sottratti al confronto ed all’impegno, anche ben oltre le nostre competenze. Nella comunità locale ampiamente intesa, molti soggetti (Istituzioni, Forze dell’ordine, parti sociali, aziende e terzo settore) contribuiscono generosamente a contenere una situazione da anni fuori controllo.

Finché non si aggiornerà la normativa di settore, le questioni di politica del lavoro e di integrazione continueranno a degenerare in situazioni emergenziali.

Doveva essere l’anno delle soluzioni definitive, di un altro progetto, di un’altra velocità, del “prima gli italiani”, ma purtroppo non c’è traccia di tutto ciò! I braccianti continuano ad arrivare da fuori regione (indispensabili?), qualcuno trova lavoro, sicuramente non tutti trovano un tetto e un letto.

La stagione della raccolta è iniziata, quindi ben venga ogni soluzione, anche imperfetta purché veloce, che tuteli i lavoratori e supporti le aziende che compongono un settore determinante per l’economia locale e nazionale e le cui produzioni sono apprezzate in tutto il mondo, ma non si perda di vista la necessità di una riforma complessiva.

L’estrema precarietà del lavoro stagionale non può prescindere da un sistema di collocamento nazionale e da un piano per l’ospitalità per queste forme contrattuali ultra-temporanee. Perché non regolamentare i flussi interni come avviene per quelli dall’estero? Si garantirebbe sicurezza al territorio, manodopera qualificata alle aziende e dignità ai lavoratori.

Le narrazioni ormai si sciolgono come neve ai timidi raggi del sole tra un acquazzone e l’altro di questa primavera anomala. Triste il Paese che finge di non vedere quanto le proprie regole siano inadeguate e superate dalla realtà!”.

Le reazioni politiche

Alla notizia della manifestazione di domani, in città si sono avute le prime reazioni politiche.

Scrive la Lega cittadina: “Si legge che ‘giovedì mattina 18 giugno alle 10 i lavoratori stagionali della frutta organizzano un presidio davanti al Municipio di Saluzzo.....’.

Ma se sono lavoratori, prendono ferie? Perché chi lavora, solitamente il giovedì ore 10 non ha tempo per fare altro. Sono migranti, non strumentalizziamo l’agricoltura”.

“L'ultima trovata della sinistra, a Saluzzo – scrive invece Fratelli d’Italia Saluzzo – è quella di strumentalizzare persino il caso Floyd pur di trovare argomentazioni di comodo.
Giovedì davanti al Municipio una bella manifestazione per chiedere case per tutti i braccianti! "Protesteranno i lavoratori", dicono. Alle 10 di mattina? E noi che pensavamo i lavoratori lavorassero!

Una protesta "spontanea", ma organizzata da italiani attivisti pro-accoglienza. A protestare i braccianti, a pensare altri. Chi erano gli sciacalli? Chi strumentalizza? Quella dello scorso anno, fu altrettanto "volontaria" protesta??

“In nome di Floyd": quindi è causa di un omicidio perpetrato in America se ragazzi di colore ogni anno vengono a Saluzzo anche se sprovvisti di contratto e finiscono sfruttati in uno schiavismo da terzo millennio?

Davvero pensate la gente crede a tutto questo? Al peggio non c'è più limite. Avete ragione, quando è troppo è troppo”.

Nicolò Bertola

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