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Economia | 08 luglio 2020, 18:07

Ubi Banca, Victor Massiah si rivolge agli azionisti: “E’ il loro momento per prendere una decisione consapevole”

Con l'Ops di Intesa Sanaolo oggi di fronte a una possibile svolta con conseguenze importanti sui territori

Ubi Banca, Victor Massiah si rivolge agli azionisti: “E’ il loro momento per prendere una decisione consapevole”

Ubi Banca con l'Ops di Intesa Sanpaolo oggi è di fronte a una possibile svolta, quali sono le conseguenze per i territori? 

“I nostri territori sono tanti  - spiega l'Amministratore Delegato Ubi Banca Victor Massiah - noi nasciamo a Cuneo, Bergamo, Brescia, Pavia, nel sud Italia e nel centro Italia, siamo il risultato di aggregazioni sempre amichevoli generate nel corso di più di un secolo. Siamo una banca di interesse nazionale e memore delle proprie radici e non solo in termini retorici. Siamo mi grado di intervenire rapidamente, esempio è stato nel rilancio italia dove siamo riusciti ad adottare un pacchetto di misure da dieci miliari di euro addirittura anticipando gli interventi governativi”.

“Agli azionisti ci siamo rivolti con aggiornamento del piano industriale che prevede la distribuzione di 840 milioni di utili in tre anni. Come impatterà l’offerta di intesa è difficile da prevedere, se dovesse avere successo certo molti territori non sarebbero stati più serviti da Ubi ne dalla stessa Intesa, in particolare nei territori lombardi Intesa ha previsto di cedere 500 filiali cedere a Bper, il nostro consiglio si è espresso sulla non convenienza e in maniera argomentata sull’offerta, è importante leggere la documentazione di intesa che quella emessa del nostro consiglio per farsi un’idea più approfondita”. 

Quali sono le basi del ragionamento del Cda di Ubi banca sull’offerta di Intesa è perché è stata respinta?

“E’ un ragionamento è ampio. E’importante che l’azionista faccia riferimento alla documentazione del nostro cda. A titolo esplicativo faccio riferimento a una ricerca fatta dalla società Svg che ha chiesto a diversi imprenditori qual era un’adeguata conformazione del mercato bancario, ed è emersa con forza la scelta di avere adeguata competizione. Era ovvio, ma in qualche modo ci sono dei numeri sopra adesso. Oltre il 70% delle aziende vuole avere la possibilità di scegliere tra diversi concorrenti sani. Intesa è una banca grande e sana, ma anche Ubi è sana, gli imprenditori dicono vogliamo più di una banca nei nostri territori. Questo è uno degli argomenti che il cda ha utilizzato nell’interesse sia degli azionisti che degli stakeholders, ovvero i fornitori, i clienti, i dipendenti, è l’ esempio più semplice da comprendere ma anche più efficace”. 

Ubi Banca come potenziale aggregatore per la costituzione di un terzo polo bancario in Italia. E’ un percorso interrotto o ci sono delle prospettive? 

“Eravamo a un livello preliminare di fattibilità, ma c’era un’idea di come si poteva agire, più in generale la nostra volontà rimane, ma alle condizioni corrette. Abbiamo in testa un’operazione condotta in maniera consensuale. Nell’ultimo consiglio è stata data a me una delega di portare in fase avanzata un’eventuale operazione di matrimonio entro l’anno, nel caso la banca rimanesse indipendente”. 

In conclusione, quale è il messaggio agli azionisti di Ubi Banca?  

“Informarsi, leggendo le documentazioni, informarsi facendo riferimento all’articolo 103 che è di fatto l’opinione del consiglio sulla questione. Dopo un iter molto lungo siamo al momento della decisione, decisione in mano agli azionisti è il loro momento, una decisione di mercato e non solo da prendere consapevolmente. Abbiamo sempre creduto nel libero mercato e crediamo che gli azionisti sappiano fare la scelta migliore". 

 

redazione

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