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Cronaca | 28 luglio 2020, 13:12

I casi di Covid a Saluzzo passano da 8 a 22. Per Comune e Asl sono “tutti isolati”. Ma la Lega denuncia: “Irreperibili 20 immigrati potenzialmente infetti”

Saluzzo aveva registrato un primo aumento di contagiati “legati” al caso di una cena tra amici in un comune poco distante, che aveva causato anche un incremento a Pagno. Poi, altri 14 casi. Il sindaco: “Sono circoscritti ad alcuni focolai individuati e monitorati”. Demarchi: “Prima o poi sarebbe purtroppo dovuto accadere”

Immagine di repertorio

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I casi di contagio da Covid-19 a Saluzzo tornano nuovamente ad aumentare.

Dopo esser stata per giorni ferma a “quota” 8, gli ultimi aggiornamenti dall’ex capitale del Marchesato riportano ora 22 casi di positività al Coronavirus in città.

Saluzzo aveva registrato un primo aumento di contagiati “legati” al caso di una cena tra amici in un comune poco distante (che aveva causato anche un incremento a Pagno, dove era rimasto contagiato anche il sindaco Nico Giusiano).

Poi, nell’aggiornamento diramato ieri dal Comune, un nuovo incremento, pari a 14 unità.

Da Palazzo, dopo le reazioni avute in città, il sindaco Mauro Calderoni ha rilasciato una dichiarazione congiunta, concordata con il direttore del Servizio di igiene dell’Asl Cn1, il dottor Domenico Montù.

L’apprensione dei saluzzesi è comprensibile – hanno dichiarato – ma i casi, circoscritti ad alcuni focolai individuati e monitorati, rispetto al quale le Autorità competenti prestano la massima attenzione, sono stati tutti isolati.

L'Asl Cn1 ha eseguito i tamponi e da domenica mattina non ci sono nuovi positivi.

Chiediamo a tutti di continuare a rispettare le disposizioni sul distanziamento sociale e, quando ciò non sia possibile, indossare le mascherine”.

Non dello stesso avviso, però, alcuni esponenti della Lega.

È infatti di poco fa la nota stampa che giunge dal capogruppo della Lega Salvini Piemonte in consiglio regionale, Alberto Preioni, e dal consigliere regionale saluzzese Paolo Demarchi.

I leghisti paragonano Saluzzo a Caltanissetta e Porto Empedocle: “Sabato scorso una ventina di immigrati potenzialmente infetti hanno fatto perdere le proprie tracce prima di essere sottoposti al tampone. – affermano – Per il gruppo Lega Salvini Piemonte in consiglio regionale è l’ennesima dimostrazione di come l’accoglienza indiscriminata dei clandestini possa trasformarsi in un focolaio pandemico anche in Piemonte.

Una denuncia che rilancia quella del commissario per l’emergenza migranti dell’Asl Cn1 e dell’associazione Papa Giovanni XXIII, Onlus che si occupa anche dell’assistenza delle decine di stranieri che bivaccano nelle strade e nei giardini di Saluzzo.

Di 20 immigrati segnalati per essere entrati in contatto con altri soggetti affetti da Covid, solo 2 si sono resi reperibili e sono stati quindi accompagnati al pronto soccorso per effettuare i test. A questi se ne sono aggiunti altri non compresi nell’elenco dell’associazione. 3 di loro sono risultati positivi, come positivi erano altri 2 soggetti seguiti dalla Papa Giovanni XXIII e sottoposti al tampone nella mattinata precedente. Degli altri 18 nessuna traccia: a sabato scorso erano introvabili”.

Prima o poi sarebbe purtroppo dovuto accadere – denuncia Demarchi -. Sono centinaia gli immigrati che non lavorano in agricoltura che continuano a bivaccare per le nostre strade e nei nostri giardini senza che nessuno li abbia chiamati per offrire loro un’occupazione.

E anzi lo voglio ribadire: questa gente nulla ha a che spartire con gli stagionali e le aziende agricole, che anzi sono parte lesa.

Ci sono immigrati con ogni probabilità infetti che girano tranquillamente per le nostre comunità senza alcun tracciamento e senza la possibilità di rintracciarli per sottoporli al tampone, nonostante sia acclarato che abbiano avuto contatti con soggetti positivi al Covid 19.

E questo nonostante la nostra Sanità faccia di tutto per effettuare i test dai quali loro sistematicamente si sottraggono. È esattamente quello che sta accadendo nelle regioni del Sud, travolte dalla scriteriata politica dell’accoglienza di Conte e del ministro Lamorgese: Saluzzo e il Piemonte non meritano questo”.

Dagli sbarchi incontrollati all’emergenza sanitaria il passo è stato brevissimo – aggiunge Preioni – e la vicenda di Saluzzo ne è la triste riprova. La nostra regione non può continuare a trasformarsi in un campo profughi, o peggio in un lazzaretto, perché il governo ha avuto la brillante idea di aprire i porti nel bel mezzo di una pandemia globale.

Come non è possibile tollerare che un territorio che è un’eccellenza nazionale del comparto frutticolo sia invaso da centinaia di immigrati che non fanno nulla se non trasformare parchi e giardini in tendopoli. Un danno per la nostra economia e per il decoro delle nostre comunità che oggi rischia di trasformarsi in un focolaio Covid che può divampare da un momento all’altro”.

Ni.Ber.

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