Sono 16mila le domande effettuate in provincia per la Gps (graduatoria provinciale per le supplenze) pubblicate nella giornata di ieri, martedì 1 settembre.
Molte le richieste multiple: in media ogni docente ha fatto domanda per cinque o sei classi di concorso. Ma è caos sui punteggi, frutto, soprattutto, di anomalie dell’algoritmo che stila la classifica di chi ha partecipato. Ma – sostengono i sindacati – non solo. Anche in Granda si procede ai ricorsi.
“Le parti sociali hanno chiesto un incontro urgente al provveditore – spiega Doriano Ficara della Funzione Pubblica Cgil Scuola – Cercheremo di collaborare con i funzionari facendo da filtro per i ricorsi. Ci sono punteggi calcolati in modo differente a seconda delle classi di concorso in cui è stata effettuata. Ad esempio la laurea con 110 e lode è calcolata a 33 punti, in certi casi abbiamo visto assegnati 34 punti. Ogni punto in graduatoria sono 50-60 persone che scavalchi con maggiore possibilità di ottenere il posto di lavoro.”
“L’azione innovativa di quest’anno ha spiazzato molti – continua Ficara – Oltretutto la graduatoria quest’anno è definitiva. Non c’è la possibilità di fare un ricorso patteggiato con l’amministrazione. Per fare ricorso ci si dovrebbe rivolgere direttamente al tribunale amministrativo regionale. L’incontro che abbiamo richiesto nasce proprio da questo. Vogliamo trovare con il provveditore delle modalità che diano tranquillità agli insegnanti in un periodo complicato. Un senso di giustizia che deve essere riconfermato.”
I posti vacanti da assegnare dovrebbero uscire nei prossimi giorni (indicativamente dall’8 settembre in avanti, in quanto devono ancora essere terminate le operazioni di immissioni in ruolo, scorrimenti, call veloci…): nella primaria e infanzia soprattutto si presume che verranno chiamati tutti coloro che sono in graduatoria di prima fascia.
“Quest’anno per la prima volta – prosegue Ficara- si è data la possibilità ai lauerandi del terzo, quarto e quinto anno di fare domanda perché si presume che il personale docente non basterà a ricoprire i posti in primaria e infanzia.”
Oltre alle supplenze resta aperto il discorso degli insegnanti “over 55”, che rientrano nelle cosiddette “fasce a rischio” per cui si teme per una possibile richiesta in massa di distaccamento che potrebbe lasciare dei posti vacanti.
“L’età media tra le docenze è alto – afferma Ficara – Lo denunciamo da sempre, ma il problema si palesa solamente ora con il Covid. Questa fuga dalle cattedre è un fenomeno che non stiamo verificando. C’è chi può avere patologie e può aver fatto richiesta in tal senso perché più esposto di altri, ma non abbiamo riscontrato al momento questo fenomeno in provincia di Cuneo.”
Una volta che saranno resi noti i posti disponibili i docenti nelle Gps riceveranno un modulo da compilare con le scelte dei plessi che verranno successivamente vagliate dai tecnici del provveditorato e dalle parti sociali che assegneranno i posti in base alle preferenze espresse.
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