Gentile Direttore,
come appassionato della Natura e delle sue dinamiche, mi sembra incomprensibile che di fronte a danni per milioni di euro arrecati da cinghiali, caprioli, nutrie, ma anche gabbiani, cormorani e lupi alle coltivazioni agricole, alla fauna ittica e alla zootecnia della nostra Regione e costati la vita pochi giorni fa a due giovani, si fatichi a trovare una convergenza politica per fare le poche cose che mi permetto di ricordare.
In primo luogo rivedendo la iper protezione di certe specie di fauna selvatica (a partire dai cormorani e dai gabbiani), ampliando contestualmente le date del calendario venatorio: ad es. in molti Dipartimenti francesi il cinghiale si caccia sino a febbraio/marzo.
Poi coinvolgendo un maggior numero possibile di figure per i contenimenti numerici, come le Guardie volontarie delle tante Associazioni, che gratuitamente presterebbero un servizio importante, intervenendo a partire dalle zone di coltivazione intensiva e molto antropizzate.
Il quadro normativo - con leggi vecchie di quasi trent’anni (vedi la 157/92) - insieme al rimpallarsi di responsabilità ed oneri nella gestione dei territori da parte di tanti enti (Parchi, Regioni, ex Provincie) crea questa mala gestio che paga poi la collettività, oramai in termini non solo più economici ma anche di vite umane.
Grazie,
Giovanni Damiano - Saluzzo














