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Attualità | 08 ottobre 2020, 07:33

Macron, a Tende, assicura il sostegno dello Stato e comunica le prime misure. Dall’Italia giunge in primo carrello ferroviario in alta val Roya (Video, Foto)

Emmanuel Macron ha fatto di Tende la prima tappa del suo triste viaggio nella distruzione dell’arrière pays, con soste successive a Breil, dove ha annunciato la notizia del ritrovamento di un quinto cadavere e poi nel Tinée e nel Vésubie

Macron, a Tende, assicura il sostegno dello Stato e comunica le prime misure. Dall’Italia giunge in primo carrello ferroviario in alta val Roya (Video, Foto)

E’ difficile dire se a Tende abbia fatto più piacere l’arrivo del Presidente Emmanuel Macron da Nizza in elicottero o del primo carrello delle ferrovie francesi partito da Limone, in Italia.

Fatto sta che due “arrivi” hanno caratterizzato una giornata che, senza le distruzioni, i lutti, i danni, l’isolamento, il timore per il futuro, sarebbe stata caratterizzata da una temperatura mite, da fine estate, dal sole e dai colori dell’autunno che da queste parti vanno dal rosso al marrone al verde intenso e che si confondono con l’azzurro del cielo.

Perché il cielo era terso, non come nel “giorno maledetto” quando l’acqua caduta a scrosci ha cambiato la geografia del posto, ha cancellato cimiteri, radici e ricordi e reso precario il futuro delle persone sopravvissute alla catastrofe.

Emmanuel Macron ha fatto di Tende la prima tappa del suo triste viaggio nella distruzione dell’arrière pays, con soste successive a Breil, dove ha annunciato la notizia del ritrovamento di un quinto cadavere e poi nel Tinée e nel Vésubie, altri epicentri del disastro meteorologico.

Sono un migliaio le persone mobilitate per portare aiuto alle popolazioni, è un via vai continuo di elicotteri e di vagoni ferroviari trasformati a Nizza per poter raccogliere più merci possibili.

La linea ferroviaria, da un lato tra Nizza a Breil e molto presto da Cuneo a Tende, in valle Roya, sta dando un minimo di speranza: sono ancora tante le località isolate via terra, mentre ci vorranno alcuni giorni perché il terno da Tende possa arrivare a La Brigue e Saint Dalmas e chissà quando potrà scendere fino a Breil e “liberare” anche Saorge e Fontan.

Le strade sono distrutte, i ponti caduti e ci vorrà tempo per ripristinare il passaggio, così la linea ferrata torna ad essere strategica, e lo sarà per lungo tempo.

beppe tassone

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