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Attualità | 21 ottobre 2020, 20:18

Chiusure, Cirio garantisce: “Nessun coprifuoco, ma un metodo chirurgico per non far morire l’economia piemontese” (VIDEO)

Il presidente della Regione Piemonte: “Bisogna rispettare lo sforzo enorme dei negozianti e degli imprenditori ma serve il buon comportamento di tutti: solo con l’impegno collettivo eviteremo misure più drastiche”

Alberto Cirio

Alberto Cirio

Il Piemonte non può permettersi un coprifuoco o misure drastiche che ne uccidano l’economia.

E’ questo il sunto del pensiero del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, espresso al termine della conferenza stampa con cui il Governatore ha annunciato l’acquisto di 2,4 milioni di tamponi rapidi.

Mentre la curva dei contagi non accenna a diminuire ma aumenta giorno dopo giorno, il presidente ha commentato l’ordinanza restrittiva annunciata ieri che porterà alla chiusura dei centri commerciali, all’introduzione della didattica a distanza dal secondo anno delle superiori e alla chiusura di alcune aree teatro di assembramenti: “Abbiamo voluto usare un metodo chirurgico che ci ha permesso di salvaguardare bar, ristoranti e negozi.

Si è quindi deciso di intervenire dove serviva: centri commerciali, evidenti luoghi di assembramento, e scuole nei quattro anni di superiori, dove verrà garantita l’apertura della scuola e verrà attuata la didattica a distanza alternata, lasciando la presenza all’infanzia, alle medie e al primo anno di superiori”.

Smentita con forza la voce di un possibile coprifuoco in Piemonte: “La Regione Piemonte non ha in programma nessuna ordinanza in tal senso”.

Le misure attualmente in vigore sono state assunte ieri sera con le ultime ordinanze che prevedono misure rigorose, ma chirurgiche per non uccidere l’economia del Piemonte, che vogliamo salvaguardare: bisogna rispettare lo sforzo enorme dei negozianti, dei commercianti, degli imprenditori, dei parrucchieri e degli estetisti. Hanno speso soldi per attrezzare le loro attività e garantire un servizio sicuro” ha spiegato Cirio.

Per vedere gli effetti delle chiusure, però, bisognerà aspettare una o due settimane: “Se le ordinanze chirurgiche, unite al nostro comportamento, ci permetteranno di frenare l’ondata di crescita potremo continuare con questo regime.

Se i numeri dovessero peggiorare, saremo costretti ad adottare misure più rigorose”.

La  volontà del presidente è però quella di evitare a ogni costo di bloccare il Piemonte. Da qui l’appello ai cittadini: “Dobbiamo assumere comportamenti rigorosi. Dobbiamo ridurre i rapporti sociali all’essenziale, mettere la mascherina e garantire il distanziamento:  speriamo che sia sufficiente, perché se lo sarà avremo salvato un pezzo importante dell’economia piemontese. Se non lo sarà, dovremo fare scelte rigorose e dure ma credo che con il lavoro e l’impegno di tutti potremo evitarle”.

Andrea Parisotto (www.torinoggi.it)

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