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Attualità | 10 dicembre 2020, 17:51

Operazioni chirurgiche alla Clinica "Città di Bra", ma con specialisti dell’Asl Cn2: Marello interroga Icardi

L'assessore regionale: "Collaborazione pensata per ridurre le liste d’attesa, senza aggravi di costi né vantaggi per i privati". L’esponente Pd: "Verificherò, ma in una fase così eccezionale le strutture private dovrebbero contribuire ad alleviare il carico degli ospedali nella cura dei pazienti Covid"

L'ospedale di Verduno

L'ospedale di Verduno

Nel corso della seduta odierna del Consiglio regionale il consigliere Maurizio Marello (Pd) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata avente per oggetto "l’attuale svolgimento di una consistente attività chirurgica presso la Clinica 'Città di Bra’ con personale medico specialista dell’Asl Cn2" impegnato nella struttura privato invece che presso il nosocomio pubblico.

In una nota appena diffusa lo stesso consigliere spiega che "essendo l’Ospedale di Verduno prevalentemente occupato da pazienti Covid, stando a indiscrezioni sempre più diffuse, su input della Regione le sale operatorie della clinica privata braidese ospiterebbero l’esecuzione di buona parte dell’attività chirurgica programmata presso la struttura pubblica, e ciò per ovviare ai tempi di attesa dovuti all’emergenza Covid 19".

"In tal modo l’attività chirurgica che la struttura pubblica potrebbe e dovrebbe svolgere, viene effettuata presso il privato –
prosegue l’ex sindaco albese –. Già nel mese di settembre era stato portato a conoscenza dell’opinione pubblica attraverso i media locali un caso analogo, quello del convenzionamento dell’Ospedale Maggiore di Novara con la Clinica San Gaudenzio. Questa consuetudine potrebbe in astratto configurare una situazione di tutto vantaggio per il privato e di svantaggio (anche economico) per il pubblico, a meno che gli accordi di convenzionamento prevedano i giusti correttivi".

Secondo quanto riferito dallo stesso Marello, l’assessore alla Sanità Luigi Icardi ha risposto spiegando che "questa convenzione è stipulata sulla base del sistema che regola il rapporto tra sanità pubblica e privata, e nasce allo scopo di tutelare pazienti che sono in lista d’attesa e di ridurre queste ultime. Tale sistema non va a vantaggio delle strutture private: si tratta di una forma di collaborazione pensata per l’utenza e senza aggravamento di costi, che rientra nel tetto di budget messo a disposizione delle strutture private. E’ un’attività lecita, che il privato può svolgere nel momento in cui un ospedale pubblico non riesce a erogare una serie di prestazioni. La convenzione permette ai pazienti in lista d’attesa di essere curati da personale della struttura pubblica, che opera negli spazi messi a disposizione dal soggetto privato".

"L’assessore ha detto che tale meccanismo viene utilizzato non solo nell’Asl Alba-Bra, ma un po’ in tutto il Piemonte, al fine di ridurre le liste di attesa – ha commentato in conclusione il consigliere Marello –. Verificherò il modello di convenzione utilizzato, che Icardi si è impegnato a farmi avere, anche per approfondire meglio gli aspetti economici. Credo però che, in una fase così eccezionale, le strutture private debbano anche contribuire ad alleviare il carico degli ospedali pubblici in relazione al ricovero e alla cura dei pazienti Covid, in modo tale che la normale attività chirurgica possa riprendere nelle strutture pubbliche. Ricordo ad esempio che il nuovo ospedale di Verduno è dotato di modernissime sale operatorie allestite anche grazie al fondamentale contributo della famiglia Ferrero».

Redazione

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