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Attualità | 01 marzo 2021, 16:28

Al Carle di Cuneo un solo reparto Covid attivo, ma nessuna illusione: "I segnali non sono incoraggianti"

A dirlo il dottor Valerio Del Bono, primario del Reparto di Malattie Infettive: "Qui la variante inglese non sembra circolare tanto. Ma è più contagiosa del 30%; ho parlato con colleghi di altre città e sono già allo stremo"

Al Carle di Cuneo un solo reparto Covid attivo, ma nessuna illusione: "I segnali non sono incoraggianti"

E' passato un anno dai primi ricoveri di persone positive al Covid in provincia di Cuneo e dal giorno della prima vittima accertata, un pensionato di Busca.

"Siamo tutti molto stanchi". Così il dottor Valerio Del Bono, primario del Reparto di Malattie infettive del Santa Croce e Carle di Cuneo, quello che maggiormente ha avuto a che fare con l'emergenza sanitaria in questi lunghissimi 12 mesi. 

"Al momento abbiamo un solo reparto Covid attivato. La situazione è abbastanza tranquilla qui da noi, ma ci sono tanti campanelli d'allarme. Qui la variante inglese non sembra circolare più di tanto, ma ho parlato con colleghi di altre città e sono già allo stremo. La contagiosità è superiore del 30% circa, il che ci fa pensare al peggio", continua il medico.

Segnali decisamente poco incoraggianti, quindi. Si torna al mese di ottobre scorso, quando quella che sembrava un'onda lunga divenne, settimana dopo settimana, uno tsunami. Anche in provincia di Cuneo. E sul fronte vaccinale i numeri sono ancora troppo bassi.

Del Bono, tra l'altro, è stato il primo medico vaccinato il 27 dicembre 2020, il V-Day. Una data simbolica che, a distanza di oltre due mesi, non ha più quel senso di speranza e di rinascita che era stato celebrato in quella giornata comunque storica. "Il fatto che i sanitari ora siano vaccinati è una cosa positiva. Ricordo che i vaccini coprono dalle forme più gravi, quelle che si traducono in ospedalizzazioni. Ma la percentuale di over 80 coperta è ancora troppo bassa. Purtroppo, anche si arrivasse, come annunciato dal Governo, a vaccinare fino a 200mila persone al giorno, per coprire l'intera popolazione ci vorrebbe comunque quasi un anno. E' troppo". 

barbara simonelli

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