Sono circa 400 le discariche ufficiali presenti in Italia, un vero e proprio scempio ambientale. Una cifra destinata ad aumentare in considerazione alle tantissime discariche abusive incontrollate. Numerosissime sono le denunce da parte dei cittadini, soprattutto in periferia, intossicati dai fumi di vecchi pneumatici bruciati le cui particelle nocive nell’aria causano gravi danni alla salute e all’ambiente. In questo articolo andremo a valutare il grande spreco in termini economici e le opportunità che offre il riciclo degli pneumatici.
Il riutilizzo di uno pneumatico fuori uso (PFU) attraverso il processo di riciclaggio non solo è un modo per abbattere l’inquinamento, ma offre un’alternativa in quanto carburante per vari settori industriali come cartiere o cementifici. Una gomma senza più la sua funzione viene completamente riutilizzata nel 50% attraverso il riciclo, l’altra metà si trasforma in energia.
Ghirarduzzi, azienda leader per la realizzazione di impianti per il riciclo degli pneumatici, riassume questo concetto con uno slogan molto chiaro “Niente si crea o si distrugge Tutto si RICICLA e si TRASFORMA”.
Secondo la U.S. Environmental Protection Agency le gomme nel processo di bruciatura generano la stessa quantità di energia del petrolio e arriva fino al +50% di energia del carbone e +200% di energia del legno. I resti degli pneumatici sono più convenienti in termini economici in quanto al loro interno si trova una quantità inferiore di metalli pesanti e le emissioni NOx generate sono più esigue con una quantità di umidità minima.
Oltre al notevole contenuto energetico, l’Agenzia USA ha evidenziato il valore dei combustibili provenienti da residui di cenere degli pneumatici (CDP), in quanto solida alternativa ai combustibili fossili.
L'impresa Ghirarduzzi ha una pluriennale esperienza nel mondo del riciclo e recupero degli pneumatici, attraverso la realizzazione di impianti separazione granulo di gomma proveniente dal recupero pfu/epdm
Il riutilizzo dello pneumatico è possibile attraverso la ripulitura del granulo da tutte le impurità come fibre di vetro, tessili e alluminio.
Dalle piste da corsa all’architettura urbana, dalla segnaletica stradale all’erba sintetica, dagli accessori dell’industria della moda ai tappetini interni per macchine, gli pneumatici ricilati possono essere impiegati in svariati ambiti.
L’impiantistica di separazione aeraulica , è una delle più all’avanguardia e consiste nella separazione di due materiali con pezzatura omogenea e differenza di peso specifico, perfetta per polveri o granulati fino a 8-10mm. La tecnologia ad aria che, con il contributo di altri “elementi fisici”, lava il materiale senza generare ossidazione, è ideale anche per il recupero di metallo da scorie di fusione, nella scissione del rame dal pvc, nella pulitura di materie plastiche, produzione di crd, e sono capaci di dividere materiali mescolati, solitamente quasi impossibili da dividere dalle macchine più comuni.
I punti a favore di questa impiantistica sono il rispetto ambientale nel corso del processo di separazione dei materiali.
A seguire ecco i processi per riutilizzare lo pneumatico fuori uso:
- 4 fasi per la Triturazione meccanica: “Rimozione del tallone”, “Triturazione” che prevede il 70×70mm della riduzione dello pneumatico, “granulazione”, in cui si separa gomma/acciaio /tessuto, “micronizzazione”, ossia lavaggio e ridimensionamento dei granuli;
- 3 fasi nei processi criogenici consistenti in: “Triturazione meccanica”, “Triturazione criogenica con azoto liquido con il fine di freddare il materiale, e “Polverizzazione”, per ridurre al minimo le particelle;
- 4 fasi nei processi elettrotermici: “Triturazione meccanica”, in cui il materiale viene ridotto a pezzi, “Processo elettrotermico”, che consiste nell’inserire la gomma in forni verticali a induzione magnetica, dove si secca e si stacca dal metallo, “Devulcanizzazione” ossia il ritorno dello pneumatico all’origine.
















