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Eventi | 07 ottobre 2021, 19:13

Con "Burri. La poesia della materia", tornano le mostre della Fondazione Ferrero

Da sabato 9 ottobre al 30 gennaio 2022, in strada di Mezzo l'esposizione di 45 opere del maestro umbro. A Palazzo Banca d'Alba, “Burri Il Cretto di Gibellina”

Il poeta Guido Oldani

Il poeta Guido Oldani

Anteprima dell'apertura al grande pubblico, dopo lo stop dovuto alla pandemia, riprende ad Alba una tradizione che dura da 25 anni: la Fondazione Ferrero torna così a offrire al pubblico una mostra, aperta gratuitamente a partire da sabato 9 ottobre, visitabile fino al 30 gennaio 2022.

Sono due i progetti espositivi: “Burri. La poesia della materia” e “Burri Il Cretto di Gibellina”, dedicati a uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento, Alberto Burri.

Le mostre, promosse dalla Fondazione Ferrero, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, sono curate da Bruno Corà, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, che in chiusura della conferenza stampa di oggi ha dialogato con il poeta Guido Oldani, ideatore del movimento di “Realismo terminale”: "Con gli oggetti si può dire tutto, ridisegnando il mondo da capo", ha affermato il candidato al Premio Nobel per la Letteratura, riprendendo il concetto espresso da Corà, che ha citato "l'importanza decisiva della materia nella poetica di Burri".

Nell’evidenziare il rapporto tra Burri e la poesia, la mostra mantiene al centro della riflessione la materia, intesa come fonte inesauribile di sperimentazioni in una totale libertà di approccio al fare pittorico, generatrice di processi creativi in continua evoluzione. Ad arricchiere la mostra delle 45 le opere esposte presso le 8 sale della Fondazione Ferrero, anche gli spazi espositivi di Palazzo Banca d'Alba che offrono un'ulteriore opportunità per conoscere la poetica di Alberto Burri.
 “L’esposizione Burri. Il Cretto di Gibellina”, a cura di Bruno Corà, Tiziano Sarteanesi e Stefano Valeri, è dedicata all’opera di land art e site-specific che Burri ha realizzato a Gibellina, il paese siciliano distrutto dal terremoto del Belice nel 1968, trasformandolo in un simbolo di rinascita estetica.

Redazione

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