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Attualità | 14 dicembre 2021, 10:00

Lavoro e disabilità: si può fare, parola di Confindustria Cuneo

Insieme al Consorzio Socio Assistenziale Alba Langhe Roero, al Consorzio Monviso Solidale ed a tutti i Consorzi socio assistenziali della Provincia, è stato avviato un nuovo progetto per l'inclusione delle persone con difficoltà. Una nuova concezione di simbiosi aziende/disabili. Significativa la testimonianza di Massimiliano Sechi

Massimiliano Sechi: un esempio oltre la disabilità

Massimiliano Sechi: un esempio oltre la disabilità

Lavoro e disabilità: si può fare. Questo il titolo dell’incontro di riflessione organizzato da Confindustria Cuneo a Pala Alba Capitale nella serata di lunedì 13 dicembre. E direi che possiamo aggiungere “è normale” al “si può fare”. Questo è il messaggio che Confindustria Cuneo con il Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe e Roero, il Consorzio Monviso Solidale, ed i Consorzi socio assistenziali provinciali (tutti hanno firmato il protocollo all'unisono), stanno lanciando per trovare la giusta inclusione delle persone che hanno una disabilità nelle aziende che vengono aiutate ad andare oltre l’ “obbligo” di avere un disabile nel personale per Legge (le aziende con più di 15 dipendenti).

Un progetto che vuole creare una sinergia umana tra il datore di lavoro ed il dipendente che può vivere il lavoro normalmente, perché è una persona normale, che vuole andare oltre le sue difficoltà fisiche o psichiche.
La persona al centro e le esigenze delle aziende: unire questi due aspetti per fare vera inclusione. Questo è il concetto emerso dalla tavola rotonda tra Alessandra Dogliani, disability manager confindustria Cuneo, e protagonista attiva nel coordinare il progetto, Gianpiero Piola presidente del Consorzio Monviso Solidale, e Marco Bertoluzzo, direttore del Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe e Roero.

La discussione, moderata da Stefania Bergia (area lavoro e Welfare Confindustria Cuneo), ha evidenziato anche gli aspetti della collaborazione tra pubblico e privato, tra Confindustria e aziende, tra i vari attori di questo stupendo palcoscenico che è il lavoro, in cui la disabilità non deve essere vista come un rallentamento, ma come una nuova risorsa da coltivare nel tempo, perché la persona è ciò che conta.

E la persona è ciò che conta, lo si è capito molto bene dall’esempio di vita di Massimiliano Sechi che, con il suo progetto #noexcuses, ha sottolineato come l’obbligo da parte delle aziende possa diventare un’opportunità.
CEO della No Excuses srl e trainer della NOEXCUSES Academy, Fondatore e Presidente dell'Associazione Niente Scuse ONLUS, Massimiliano si impegna ogni giorno per portare il suo metodo nella quotidianità di privati ed aziende, affinché le persone riescano a prendersi la piena responsabilità della propria felicità e dei propri risultati. Senza Scuse.
Un esempio di vita in cui la disabilità dovuta ad una grave malformazione degli arti alla nascita, non ha impedito a Massimiliano Sechi di raggiungere traguardi per molti insperati, anche tra le persone cosiddette normo dotate.

«Ho 35 anni, afferma Massimiliano, è nella mia vita sono partito ed arrivato più volte, tagliando traguardi che per molti sono mentalmente difficili, ma, per me, sono da sempre stimoli, perché raggiunti “senza scuse” di sorta.
Ho superato i miei momenti di difficoltà nella vita e sul lavoro perché ho capito quanto ognuno di noi sia unico, e proprio nella sua unicità può superare le sue disabilità, i suoi ostacoli.
Nel mondo del lavoro, prima da dipendente e poi da imprenditore, ho capito che la risorsa umana è fondamentale: capire i bisogni degli altri, trasformarli in punti di forza, essere comunicativi. Tutto dipende dalla mente, da come approcciamo la vita, da che cosa vogliamo essere per gli altri».

E questo suo fare lo ha portato ad tagliare grandi traguardi, soprattutto a servizio degli altri: «Io ho imparato ad essere utile agli altri, conclude Massimiliano Sechi, in tutte le fasi della mia vita. Con il progetto #noexcuses che si dirama in iniziative per il volontariato ho raccolto denaro per progetti umanitari, e continuo a lavorare per aiutare il prossimo sia economicamente che mentalmente. Comunicare, formare, fare consulenza: la disabilità non è un ostacolo, l’obbligo diventa opportunità per le aziende».

Livio Oggero

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