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Attualità | 29 maggio 2022, 07:02

Il ricordo di Guido Bonino, "un uomo da non dimenticare"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Il ricordo di Guido Bonino, "un uomo da non dimenticare"

E’ arrivato al Cielo Guido Bonino, un uomo, un politico che si deve ricordare. Nella mia lunga vita politica ho incontrato avversari di solida cultura, di grande personalità e degni di stima. Con questi dava soddisfazione confrontarsi, chiarire le nostre idee. Guido Bonino era uno di loro; l’ho sempre riconosciuto e desidero ribadirlo oggi da ex avversario politico, ma da vecchio, sincero amico ed estimatore. Uomo non settario, coerente e schietto nelle sue idee, da politico e amministratore esperto si informava, ascoltava e decideva.

Chi si ricorda che fu lui, presidente della Provincia di Cuneo, che il 3 dicembre 1985 predispose presso il salone del Consiglio comunale di Borgo San Dalmazzo un’affollata riunione in cui i tecnici della Satap illustrarono le prime due bozze di progetto per il collegamento autostradale fra Asti e Cuneo? Mi confermò la sua personalità nel 1991, allorchè rientrando io in Consiglio provinciale, lui che fu già mio Sindaco in Consiglio comunale a Cuneo negli anni 1976\1980, adesso come capogruppo Dc in Provincia, volle presentarmi con espressioni di esplicito apprezzamento al nuovo presidente Giovanni Quaglia.

Uomo politico tutto d’un pezzo. In seguito alla “svolta innovativa” attuata in seno alla Dc cuneese del 1993, don Aldo Benevelli, prete di Cuneo che si atteggiava a personaggio politico, scrisse una lettera critica a “Gazzetta d’Alba”:”Non è il caso di aggiungere corde all’impiccato…...”. Un solo democristiano, stupito e amareggiato, si erge a contestare le dichiarazioni di don Benevelli: è Guido Bonino, un uomo con la spina dorsale, che non è mai stato un antifascista di professione.

Nel dicembre del 1996, il settimanale cattolico “La Guida” lo intervista. Parlando della situazione politica egli dichiara:”Usiamo pure il termine “destra” per definire i moderati che non hanno scelto l’alleanza con la sinistra, non ho nessun problema.  Aggiungo che non mi va che si continuino a considerare i comunisti del Pds non più comunisti e quelli di AN ancora fascisti: questa cosa non la accetto. Non c’è dubbio che preferisco Fini a Bertinotti. Da un punto di vista della concezione della vita sociale ed economica, non certo come riferimento alle ideologie. Sul piano dell’ideologia non voglio né il fascismo né il comunismo”. Un’affermazione di viva attualità.

Infine, la sua elevatezza d’animo. Anno 2000, in Consiglio comunale a Cuneo viene commemorato Giovanni Bibbona, già consigliere comunale del MSI, prematuramente scomparso. Bonino conclude la sua commemorazione esclamando commosso “Ciao Bibbona”. Anch’io voglio ricordarlo così, “Ciao Bonino, arrivederci”.


Paolo Chiarenza, ex consigliere comunale di Cuneo, ex consigliere provinciale

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